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Capodanno, la festa si è spostata su cibo e spumante. Cenoni in famiglia per 8 italiani su 10. Spesi 2.6 miliardi, 85 milioni di bottiglie di spumante

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Pochissimi cenoni al ristorante, stop ai veglioni, discoteche chiuse e feste in piazza annullate. E' quello che rimarrà del della notte di addio del 2021 a causa dell'aumento dei casi di Covid. La festa degli italiani si è concentrata nelle famiglie e a tavola. Secondo una indagine Coldiretti Ixè sono stati spesi 2.6 miliardi di euro per i cibi e le bevande. Un aumento del 52% rispetto allo scorso anno che era stato condizionato dallo stretto lockdown. Otto italiani su dieci per preferenza o necessità hanno festeggiato nelle proprie abitazioni. A tavola una media di 6.3 persone, il doppio rispetto all'anno scorso quando erano state 3.7, visto che allora gli ospiti non conviventi potevano essere due al massimo. Prima della pandemia la media dei commensali era di nove. Solo il 14% dei cittadini ha deciso - rileva la Coldiretti - di festeggiare fuori al ristorante, in trattorie e agriturismi che hanno sofferto anche per le disdette last minute negli alloggi con percentuali che secondo Terranostra hanno superato anche il 40% costringendo molte strutture a chiudere.

Non è stato infatti sufficiente il boom invece delle consegna a domicilio favorito secondo Campagna Amica dall’impennata del numero di italiani in isolamento o in quarantena, senza dimenticare quanti organizzano pranzi e cene nelle case perché non dispongono di green pass rafforzato necessario per mangiare fuori. Per consolarsi gli italiani nelle case si sono buttati dunque sul cibo, con lo spumante - sottolinea Coldiretti - che si è confermato come il prodotto immancabile per oltre otto italiani su dieci (84%) che fanno saltare ben 85 milioni di tappi durante le feste di fine anno, sorprendentemente seguito a ruota delle lenticchie presenti nell’80% dei menu forse perché sono chiamate a portar fortuna. Ma da segnalare c’è anche la riscossa di cotechino e zampone presenti sul 71% delle tavole. Si stima che siano stati serviti - sottolinea la Coldiretti - circa 6 milioni di chili di cotechini e zamponi, con una netta preferenza per i primi.

Sulle tavole per le feste è stata forte anche la presenza del pesce nazionale a partire da alici, vongole, sogliole, triglie e seppie ma anche la frutta è stata protagonista del cenone con il 93% degli italiani che ha puntato su quella italiana, a partire dall’uva portafortuna, presente in sei tavole su dieci (64%). Addio invece alle mode esterofile del passato come il consumo di frutta fuori stagione importata dall’estero che fa registrare un crollo del 20% rispetto alle feste di fine anno di cinque anni fa. Non è un caso che il 95% dei commensali nelle case e fuori quest’anno preferisce prodotti nazionali per la qualità ma anche per sostenere l’economia e il lavoro per aiutare il Paese a superare le difficoltà generate dalla pandemia. La maggioranza delle tavole sono state imbandite con menu a base di prodotti o ingredienti nazionali con una spesa stimata - conclude la Coldiretti - in 900 milioni di euro per pesce e le carni compresi i salumi, 530 milioni di euro per spumante, vino ed altre bevande, 300 milioni di euro per dolci, 460 milioni di euro per ortaggi, conserve, frutta fresca e secca, 230 per pasta e pane e 150 milioni di euro per formaggi e uova.