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Banca Mps, Vestager risponde a Tajani: "E' l'Italia a dover proporre le soluzioni"

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Quale futuro per Banca Mps? “Gli Stati membri hanno la facoltà di proporre modifiche ai loro impegni. In seguito, la Commissione valuta se le modifiche proposte siano giustificate e bilanciate da misure capaci di mantenere l’equilibrio della decisione iniziale in materia di aiuti di Stato e di garantire la compatibilità di tali aiuti. Spetta pertanto all’Italia proporre modalità di uscita dalla proprietà di Banca Mps tenendo conto degli impegni assunti nel 2017”.

È quanto si legge nella risposta della vicepresidente esecutiva della Commissione europea, Margrethe Vestager, a un’interrogazione presentata dall’europarlamentare Antonio Tajani. Il coordinatore di Forza Italia, gruppo Ppe, aveva chiesto se fosse possibile prorogare il termine del 31 dicembre 2021 “per consentire soluzioni di mercato che garantiscano il marchio della quarta banca italiana, i livelli occupazionali e i risparmi degli italiani”. Un intervento avanzato a seguito della trattativa fallita sulla cessione di Mps a Unicredit. “Nel contesto della ricapitalizzazione della Banca Monte dei Paschi di Siena da parte dell’Italia nel 2017, le autorità italiane si sono impegnate ad adottare una serie di misure in relazione alla banca, tra cui la vendita di tutte le azioni entro un certo termine. Tali impegni hanno consentito alla Commissione di autorizzare la concessione dell’aiuto di Stato correlato all’intervento, sotto forma di ricapitalizzazione precauzionale compatibile, ai sensi della direttiva sul risanamento e la risoluzione delle banche", aggiunge la commissaria a nome dell’Esecutivo Ue.

Il termine, mai confermato dalla Commissione, per l’uscita del Mef dal capitale di Mps è il 31 dicembre 2021. Non è tuttavia da intendersi come tassativo entro quella data, vale a dire che c’è un certo margine di tolleranza. “L’attuale quadro normativo - ha infatti dichiarato Vestager, sempre in risposta a Tajani - garantisce condizioni di parità per tutte le banche attive nell’Ue, agevolando nel contempo l’accesso delle famiglie e delle imprese ai servizi finanziari. Inoltre, il piano d’azione per l’Unione dei mercati dei capitali del 2020 prevede misure volte ad aiutare le banche a concedere maggiori prestiti all’economia reale in modo più sostenibile”.