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Jti, investimenti in Altotevere e Veneto: acquistate ottomila tonnellate di tabacco

Filippo Caleri
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Tutelare i redditi dei coltivatori di tabacco, nell’ottica della sostenibilità sociale e occupazionale, e aumentare gli investimenti sui territori dell’Alta Valle del Tevere in Umbria e in Veneto che lo producono. È l’obiettivo della Japan Tobacco International (Jti in sigla) che, martedì 14 dicembre a Roma, ha annunciato un nuovo accordo con la filiera italiana per l’acquisto di ottomila tonnellate di prodotto da lavorare nel 2022. Mille in più rispetto allo scorso anno.

 

 

A illustrare le finalità dell’intesa è stato il presidente e amministratore delegato della divisione italiana della multinazionale giapponese, Gian Luigi Cervesato, durante l’evento “Coltiviamo il futuro: l’impegno per la sostenibilità della filiera tabacchicola”. Presenti all’incontro anche il sottosegretario al ministero delle politiche agricole, Gian Marco Centinaio e il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti. “La nostra volontà di investire nel Paese arriva in un momento di particolare incertezza per il comparto, chiamato oggi ad affrontare grandi sfide per il suo avvenire. In questi mesi, ci siamo impegnati per fornire risposte concrete alle preoccupazioni delle tante aziende storiche della filiera e delle persone che, con il loro lavoro quotidiano, contribuiscono alla costruzione di un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale. Da sempre crediamo nel valore che la filiera agricola rappresenta in termini di tradizione, economia e occupazione per tutto il sistema Paese - ha aggiunto l’ad Cervesato - Ecco perché abbiamo voluto assumere il nostro impegno con un investimento complessivo maggiore rispetto a quello degli ultimi anni, che speriamo possa essere incentivato dalla collaborazione delle istituzioni attraverso una semplificazione del sistema fiscale del settore”. Insomma più risorse sul sistema Italia a patto però di avere “certezza fiscale almeno nel prossimo triennio per poter pianificare l’attività economica. Come avviene negli altri paesi” ha spiegato a margine Cervesato che ha aggiunto che sul tema è stato avviato un dialogo con il ministero dell’Economia e delle finanze che avrebbe già dato buoni risultati. Ma che ora dovrà passare al vaglio della politica. Nell’attesa di un segnale che consenta a Jti di pianificare le sue strategie con maggiore tranquillità, il convegno ha fatto il punto sul rapporto con la filiera produttiva italiana. Una collaborazione iniziata nel 2012, da quando è stata avviata con il territorio umbro e veneto una relazione di mutuo scambio che ha visto investiti, da allora, oltre 300 milioni di euro.

 

 

Ed è anche grazie all’azienda che la produzione di tabacco made in Italy ha raggiunto, col tempo, un altissimo livello di specializzazione, diventando un volano economico soprattutto per l’indotto dell’Alta Valle del Tevere che oggi impiega più di duemila lavoratori. Ma l’impegno assunto dall’azienda oltre 10 anni fa non si è fermato e per garantire la sostenibilità economica e occupazionale, la multinazionale ha individuato un nuovo partner commerciale, la Deltafina, in grado di assicurare all’azienda di mantenere il rapporto con il territorio e di poter prevedere un maggior investimento per il futuro. Un risultato, quello attuale, reso possibile anche grazie all’impegno di Confagricoltura, partner storico dell’azienda nell’obiettivo di rendere tutta la filiera più efficiente. “Il tabacco è una realtà importante per l’economia agricola: garantisce stabilità, investimenti, occupazione - ha commentato Giansanti - apprezziamo l’impegno di Jti all’acquisto di maggiori quantitativi. Considerate le nuove politiche di investimento, ritengo necessario mantenere un dialogo responsabile per non disperdere il patrimonio di conoscenze, di crescita e di investimenti fin qui realizzati. In questa fase è importante dare certezze, dare tranquillità al settore, attivando misure idonee non solo per i produttori, ma anche per la trasformazione che ha garantito sostenibilità economica ed occupazione”.