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Istat, migliorano le stime sulla crescita: +6,3% nel 2021 e +4,7% nel 2022

Christian Campigli
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Una boccata d'ossigeno, dopo uno dei momenti più cupi e difficili dell'economia italiana. Che, complice un debito pubblico mostruoso e il lockdown deciso per contenere gli effetti della peggior pandemia dai tempi della Spagnola, rischiava di subire danni irreversibili. Un'ipotesi che,  anche per merito dei denari giunti con i Recovery Fund e di un numero di vaccinati tra i più alti d'Europa, pare tramontata. Il nostro paese vede, anche se in lontananza, la concreta ipotesi di un'autentica ripresa. Almeno secondo il report sulle prospettive per l'economia dello stivale nel 2021-2022, stilato da Istat. Nel biennio 2021-2022 si prevede una crescita sostenuta del Pil (il prodotto interno lordo) italiano: +6,3% quest'anno e +4,7% il prossimo. Gli investimenti sosterranno la ripresa con una intensità più accentuata quest'anno (+15,7%) rispetto al 2022 (+7,5%). Anche i consumi delle famiglie residenti segneranno un deciso incremento (+5,1% e +4,8%).

 

 

L'istituto nazionale di statistica  afferma poi che l'attuale aumento dei prezzi è caratterizzato dagli effetti negativi dell'inflazione, connessi sia alla ripresa della domanda, sia alla fase di eccezionale crescita delle quotazioni del petrolio e dei prezzi delle materie prime agricole, più accentuata nella seconda parte dell'anno. Un'autentica emergenza, che ha una ripercussione diretta soprattutto sulle bollette degli Italiani. Un enigma che il Governo dei Migliori pare voler risolvere con un contributo di solidarietà: uno stop, nello specifico, al taglio dell'Irpef per redditi che superino i settantacinque mila euro. Quei soldi serviranno per aiutare le famiglie meno ricche a pagarsi luce e gas. Le pressioni inflative dovrebbero proseguire nei prossimi mesi, fino a un'attenuazione prevista nella seconda parte del 2022.

 

 

Nella media del 2021, il deflatore (ovvero il fattore di moltiplicazione al quale si ricorre per eliminare formalmente l'effetto dell'inflazione sui valori) della spesa per consumi finali delle famiglie è previsto a +1,8%, mentre il deflatore del Pil dovrebbe essere +1,2%. Nel nuovo anno che sta per iniziare sono stimati rispettivamente a +2,2% e +1,9%. Quanto all'occupazione (misurata in termini di unità di lavoro annuali) questo dato, fondamentale per un paese come l'Italia, seguirà il miglioramento dell'attività economica generale, con un aumento più accentuato quest'anno (+6,1%) rispetto al 2022 (+4,1%). L'andamento del tasso di disoccupazione rifletterà invece la progressiva normalizzazione del mercato del lavoro, con un incremento nel 2021 (9,6%) e una riduzione nel 2022 (9,3%). Numeri, dati e previsione che fanno ben sperare. Perché senza una vera ripresa economica, il benessere del nostro Paese, quello autentico, resta solo una chimera.