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Autostrade, Renzi attacca Conte: "Con revoca concessione ha regalato 8 miliardi ai Benetton"

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Ancora polemica tra Matteo Renzi e l'ex premier Giuseppe Conte. Il leader di Italia Viva ha attaccato Conte con un post su Facebook: "L’ex premier Giuseppe Conte attacca con violenza me e Italia Viva sulla revoca delle Autostrade. Egli sostiene che per la mia attività di speaker con alcuni fondi di investimento - tra cui 21 Invest - non avrei giudicato in serenità l’operato del Governo. L’illazione è squallida e dimostra come ormai Conte sia un uomo dominato dal rancore. Le sue frasi sono false come sarebbe facile dimostrare se solo accettasse un confronto tv cosa che ha paura di fare".

 

 

Renzi ha quindi proseguito: "La revoca delle concessioni autostradali è figlia di una cultura populista e demagogica che ha portato il contribuente italiano a regalare circa 8 miliardi alla società dei Benetton. I Benetton non hanno pagato: hanno incassato, grazie a Conte e al suo populismo. Italia Viva si è schierata contro - praticamente da sola - e sono grato a Teresa Bellanova e Elena Bonetti per aver avuto il coraggio di smarcarsi dal voto in Consiglio dei Ministri. Ci siamo schierati contro perché Conte stava facendo un regalo al concessionario mascherato con il populismo di chi non pensa alla realtà ma solo ai like sui social. Questa è la verità. E sono pronto a dimostrarla, numeri alla mano, in qualsiasi dibattito pubblico Conte accetti di fare da qui alle elezioni", ha sottolineato. Poi Renzi ha rivendicato il suo operato politico: "Un anno fa quello stesso uomo che lunedì rosicava in diretta Tv su La7 (dalla Gruber ndr), era sorridente a Palazzo Chigi a ordinare banchi a rotelle, tra mascherine al 5% e ventilatori cinesi mal funzionanti".

 

 

E ancora: "Entrava nelle case la sera per parlarci dei nostri affetti stabili e di cosa avevano deciso con Arcuri. Potremo dire ai nostri nipoti che in uno dei momenti più difficili della storia repubblicana un gruppo di parlamentari ha avuto il coraggio di sfidare l’opinione comune, mandando a casa un premier non all’altezza come Conte e creando le condizioni per l’arrivo di Draghi. Noi lo abbiamo mandato a casa perché non era capace. E di questa scelta sono e sarò sempre orgoglioso", ha concluso Renzi.