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Pensioni, contratto di espansione prorogato per altri 2 anni: come lasciare il lavoro prima

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Altri due anni di vita per il contratto di espansione. La legge di Bilancio 2022 prolunga infatti di un biennio la forma di accompagnamento all'uscita dal lavoro che consente, previo accordo tra azienda e sindacati, di mandare in pensione su base volontaria i lavoratori fino a 5 anni prima dei normali requisiti (quindi a 62 anni).

 

 

 

Se Quota 100, alla fine, si è rivelata un mezzo flop per il numero esiguo di lavoratori chi ne hanno usufruito, il contratto di espansione è decisamente piaciuto di più . E così, la misura resta in vigore per altri due anni - sino alla fine del 2023 - con una sola modifica. Inizialmente il contratto di espansione riguardava le aziende con mille dipendenti, poi con la Legge di Bilancio 2020 si passò a 250. Col decreto Sostegni bis la soglia si era abbassa ulteriormente a 100 dipendenti, coinvolgendo circa 15 mila aziende e raggiungendo una platea potenziale di circa 27 mila dipendenti nel 2021 (e altrettanti nel 2022), come si leggeva a suo tempo nella stima contenuta nella bozza di relazione tecnica alla norma. E ora la novità: la platea delle imprese si ampia ulteriormente, includendo quelle medio-piccole. La Legge di Bilancio 2022 infatti fa scendere il minimo di dipendenti a 50, soglia che si può raggiungere anche con le aggregazioni stabili di impresa che abbiano finalità comuni nella produzione o nell’offerta si servizi.

 

 

Il contratto di espansione può essere firmato dai dipendenti con meno di 60 mesi dal decorrere della pensione, sia quella di vecchiaia (avendo maturato il requisito minimo contributivo pari a 20 anni e il requisito dell’importo soglia previsto per i soggetti privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995), che quella anticipata. La pensione che poi riceveranno sarà cumulabile con qualsiasi reddito da altra attività lavorativa. In pratica, il contratto d’espansione consente alle aziende di far uscire personale a 60 mesi dalla pensione di vecchiaia o di anzianità con un percorso di esodo incentivato. Parallelamente permette l’assunzione di nuove risorse qualificate, formare i dipendenti sulle competenze che devono essere aggiornate e utilizzare la Cigs fino a 18 mesi (con riduzione media oraria del 30% per i lavoratori privi dei requisiti per lo “scivolo”). Se l’azienda (anche i gruppo) raggiunge la dimensione di almeno mille dipendenti, c’è un ulteriore bonus. Il datore di lavoro però si deve impegnare ad assumere in una proporzione non inferiore a un nuovo dipendente ogni tre esodati. Il costo dell’assegno mensile, per tutta la durata dell’anticipo, è a carico dell’azienda, al netto del valore della Naspi spettante a chi va in prepensionamento.