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Riforma pensioni, i lavori gravosi passano da 65 a 203. La lista: ci sono anche insegnanti elementari e macellai

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Riforma delle pensioni 2022, verso l'estensione dell'APE sociale? È questa una delle ipotesi in campo, anche alla luce dell'aggiornamento all'elenco dei lavori gravosi effettuato dalla Commissione dedicata. Infatti adeguare le vie d’uscita dal mondo del lavoro alle diverse attività lavorative e attenuare il divario di genere riscontrato nell’esperienza di Quota 100 sono gli obiettivi del nuovo progetto di riforma. A dimostrare che non tutti i lavori sono uguali è stata la Commissione istituzionale sui lavori gravosi, che ha individuato le nuove 203 mansioni per le quali potrebbero aprirsi le porte dell’APE sociale nel 2022.

 

 

L’APE sociale è un’indennità corrisposta ai lavoratori appartenenti a determinate categorie e ai disoccupati che hanno compiuto 63 anni di età ed hanno almeno 30 anni di contributi (36 per chi svolge attività gravose). I beneficiari hanno diritto ad un’indennità di accompagnamento alla pensione, riconosciuta fino al perfezionamento del requisito anagrafico richiesto per la pensione di vecchiaia. In altre parole, si tratta di è una sorta di una “prestazione ponte”, ossia un sussidio economico, in favore di lavoratori in prossimità di pensione e in particolari condizioni lavorative.

 

 

Ma quali sono i lavori inseriti tra le cosiddette mansioni gravose? Sono stati inseriti lavori come quello dei bidelli, dei saldatori, dei tassisti, dei falegnami, dei conduttori di autobus e tranvieri, dei benzinai, dei macellai, dei panettieri, degli insegnanti di scuole elementari, dei commessi e dei cassieri, degli operatori sanitari qualificati, dei magazzinieri, dei portantini, dei forestali, dei verniciatori industriali. Tutte categorie — queste come altre per un totale di 203 — che adesso passeranno al vaglio dei ministeri guidati da Daniele Franco e Andrea Orlando.