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Cucinelli ai dipendenti che non vogliono vaccinarsi: "Vi pago, ma state a casa"

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Lunga intervista all'imprenditore umbro Brunello Cucinelli su Repubblica. "Non voglio parlare per gli altri, ma non si possono stravolgere il funzionamento dell’azienda, le competenze e gli stipendi delle persone - ha spiegato -. Sono inoltre fiducioso che presto il governo interverrà per dirimere la questione. Del resto chi non è vaccinato non potrà viaggiare e andare al ristorante, ma in azienda ci passi 9 ore al giorno, e il rischio a cui esponi chi ti sta al fianco è molto più alto". Queste le parole di Brunello Cucinelli in merito al dibattito nato dalla proposta di Confindustria di prendere provvedimenti nei confronti dei lavoratori che non si vaccinano. Lui ha ipotizzato, per i suoi dipendenti che non si vaccinano, un’aspettativa retribuita, per non farli stare a contatto con chi è vaccinato.

 

 

"Vorrei precisare - ha proseguito l’imprenditore - che fin da subito abbiamo messo la sicurezza dei nostri dipendenti al primo posto. Da mesi abbiamo tre medici che lavorano per il gruppo e che in qualunque momento, se non stai bene, vanno a casa e fanno il tampone al dipendente e alla famiglia. Infatti su 1200 persone, abbiamo registrato solo 27 casi, una bella soddisfazione". Inoltre, ha aggiunto, "su 1.200 dipendenti meno dell’uno per cento non è vaccinato, e chiaramente in azienda si è venuto subito a sapere chi erano. Ora, come è logico che sia, i ragazzi che prima lavoravano allo stesso tavolo, non vogliono più stare a contatto con chi ha scelto di non vaccinarsi. In generale, comunque la risposta è stata molto positiva e ne sono orgoglioso. Anche per questo due settimane fa ho chiesto un incontro al presidente Mario Draghi, sono stato subito ricevuto e mi sono emozionato: Draghi mi ha detto: 'Sono onorato che mi sia venuto a trovare', ma come immagina l’onore era tutto mio, ha avuto un garbo, un’accortezza e un’attenzione verso me, la mia azienda e le nostre persone. Encomiabile".

 

 

Cucinelli ha quindi proseguito: "Quando abbiamo inaugurato la nostra campagna vaccinale in azienda - ha raccontato - è venuto a trovarci a Solomeo il generale Francesco Figliuolo e insieme a lui abbiamo condiviso l’idea che se finiamo un giorno prima la campagna vaccinale, oltre a proteggere le nostre persone, usciamo un giorno prima dalla crisi". Per questo motivo, sottolinea, "ho fatto una grande assemblea riunendo nel parco antistante i nostri stabilimenti a Solomeo, tutti i dipendenti presenti e distanziati. In molti erano commossi - ha sottolineato, è stato un anno e mezzo complesso, il mio dovere è proteggere l’azienda e i dipendenti. Non posso imporre a nessuno di fare questa scelta, ma non posso neppure mettere a rischio chi ha scelto di vaccinarsi. Ho un caro amico, che ha già fatto due volte il vaccino e da 11 giorni è a letto con la febbre a quaranta perché ha preso una variante del Covid. Questa non è un’influenza, è una cosa grave. Se alcuni dipendenti non vorranno vaccinarsi, la mia proposta per loro è quella di stare a casa con un’aspettativa di sei mesi retribuita e poi si vedrà. Dio vede e provvede".