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Economia italiana in ripresa, ma il mercato del lavoro vede ancora troppo precariato

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Pietro De Leo
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L’economia italiana vede una schiarita, sia nelle previsioni che nei primi dati effettivi. E alle stime sul Pil delle scorse settimane, ora si aggiungono nuovi indicatori. Il primo è il Superindice dell’Ocse, ossia una cifra che valuta l’evoluzione di un determinato Paese, e si basa su vari parametri, tra cui occupazione e produzione industriale. Tra i Paesi del G7, l’Italia può contare sulla migliore impennata, da 101,2 punti percentuali di maggio a 101,6, con una crescita annuale di 5,5 punti.

 

La stessa organizzazione ha invitato a valutare il superindice con una certa cautela, considerando che gli andamenti dell’economia dipendono ovviamente dal modo in cui le varianti Covid mordono sui Paesi e quindi dagli andamenti della campagna vaccinale. Tuttavia, al di là di questo, numeri di questo tenore costituiscono un fattore di incoraggiamento per gli investitori e pera la fiducia collettiva nell’economia. Un altro numero positivo, per quanto necessario di analisi, viene dal lavoro. Il report del ministero di Via Veneto e Bankitalia ha quantificato a 719 mila i posti creati nel 2019, oltre il 12% in più rispetto allo stesso periodo del 2019. Anche se il numero assoluto è piuttosto incoraggiante, vanno fatte alcune notazioni di merito.

 

La prima è che il report preventiva che, se non ci fosse stato il Covid, i nuovi posti di lavoro sarebbero stati 270 mila in più, sulla base di alcune proiezioni che Via Nazionale aveva elaborato prima della pandemia. L’altro tema, invece, riguarda la tipologia contrattuale, ossia che la stra grande maggioranza di essi è a tempo determinato. Dunque i contratti di lavoro stabile, secondo lo studio, crescono ad un ritmo di crescita persino inferiore rispetto a quello registrato lo scorso anno. Un quadro che descrive un mercato del lavoro dunque ancora sotto la clava della precarietà. Ma che comunque, con la rimessa in moto di domanda interna e produzione, può garantire un reinizio nell’ingresso nel mercato del lavoro.