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Alessandro Cambarau, lavoratore cieco tra i primi licenziati dopo lo sblocco: "Cinismo da record"

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Alessandro Cambarau, invalido al 100% a causa di una malattia che progressivamente gli ha fatto perdere la vista. In pratica cieco, è stato licenziato "in conseguenza della necessaria riorganizzazione del lavoro in atto, che non giustifica più il mantenimento del posto di lavoro”. Alessandro è stato quindi una delle prime vittime dello sblocco dei licenziamenti nei settori non colpiti dalla crisi. A denunciare l'episodio è la Fiom Cgil di Milano, che ha parlato di "cinismo da guinness dei primati" da parte della ditta metalmeccanica FLSmidth Maag Gear di Segrate.

 

 

L'unico licenziato nell'impresa, secondo il sindacato, per ora è il lavoratore con invalidità, un 50enne per anni addetto alle macchine a controllo numerico. "Siamo di fronte a una ingiustizia clamorosa - ha spiegato Marco Mandrini, segretario della Fiom di Milano - oltre che a una assenza di sensibilità che sconcerta. Per questo con il lavoratore e il nostro ufficio legale, abbiamo deciso di impugnare il licenziamento". Alessandro Cambarau (nella foto ripresa dal video de La Stampa), 51enne di Merlino in provincia di Lodi è stato licenziato così, malgrado un'invalidità del 100%, il primo giorno di sblocco dei licenziamenti. L'uomo è ipovedente in conseguenza del distacco di ambedue le retine.

 

 

Era stato messo in cassa integrazione nell'anno della pandemia: "Sarei dovuto tornare il primo luglio ma - ha raccontato a Repubblica e a La Stampa - la sera del 30 giugno ha squillato il telefono. Domani non venire e in mattinata mi hanno consegnato la lettera". Nel primo giorno in cui è caduto il blocco dei licenziamenti, a diffondere la notizia è stata la Fiom-Cgil che curerà il ricorso di Cambarau contro l'allontanamento dal posto di lavoro: "Appartiene a una categoria protetta", hanno fatto sapere dal sindacato. "Avevo già perso tutto, mi piaceva fare il disc jockey e guidare la macchina e non potevo più farlo ma - ha affermato - adesso non so più che dire".