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Reddito di cittadinanza, 50 milioni nelle tasche dei "furbetti"

Christian Campigli
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Indispensabile per alcuni, la scusa per non cercare un vero lavoro per altri. Il reddito di cittadinanza non ha mai smesso di dividere le forze politiche. La misura simbolo della politica grillina torna agli onori della cronaca nel giorno in cui la guardia di finanza rende note le operazioni portate a termine nel 2020.

 

 

Durante lo scorso anno sono stati denunciati oltre cinquemila (5.868 per la precisione)  “furbetti del reddito”, ovvero persone che non avrebbero avuto nessun diritto di ricevere il sussidio di Stato e che, al contrario, ne hanno usufruito. Tra di loro anche evasori totali, mafiosi con condanne definitive (alcuni persino per omicidio) e milionari, che vivevano in ville in collina, con auto di lusso e panfilo al mare. Le inchieste portate avanti dalla fiamme gialle e condotte anche col contributo dei tecnici dell'Inps hanno permesso di intercettare oltre cinquanta milioni di euro indebitamente percepiti e circa tredici milioni di euro di contributi richiesti e non ancora riscossi. Ma l'azione della guardia di finanza non si è, ovviamente, fermata solo ai “furbetti del reddito”. Sono stati infatti scoperti oltre tremilacinquecento evasori totali, ossia imprenditori o lavoratori autonomi completamente sconosciuti al fisco italiano. Persone che, in buona sostanza, non hanno mai versato un solo cents nella propria vita lavorativa. Salvo poi, magari, lamentarsi della scarsa qualità di ospedali, scuole e altri servizi pubblici.

Finanziati, è bene ricordarlo, con i soldi delle tasse. Secondo gli uomini in divisa si tratta nella stragrande maggioranza di casi di soggetti che lavorano e si arricchiscono attraverso piattaforme di commercio elettronico. Diciannovemila i lavoratori che esercitavano in nero o comunque in palese disprezzo delle leggi italiane.

 

 

 

Significativo anche il valore dei beni sequestrati e strettamente correlati ad irregolarità in materia di imposte dirette e iva. Nello specifico, sono stati recuperati oltre ottocento milioni di euro, mentre le proposte di sequestro tuttora al vaglio della magistratura ammontano ad oltre quattro miliardi di euro. Ma il 2020 è stato soprattutto l'anno del Covid. E delle truffe connesse alla pandemia. Oltre milletrecento i soggetti denunciati per frode in commercio, vendita di prodotti con segni mendaci, truffa, falso e ricettazione. Trecento le sanzioni amministrative connesse a questo tipo di reati fiscali. Infine, la guardia di finanza ha sequestrato settanta milioni di mascherine e dispositivi di protezione individuale risultati poi non a norma e un milione e duecento mila litri di igienizzanti (venduti come disinfettanti). Un bilancio che evidenzia, ancora una volta,  come l'evasione fiscale sia uno dei problemi più impellenti da risolvere in Italia. E di che il reddito di cittadinanza ha urgente bisogno di una revisione completa delle dinamiche di concessione. Per dare un aiuto concreto a chi ha davvero bisogno e non regale denari pubblici a chi, al contrario, da sempre evade il fisco.