Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Stop al blocco licenziamenti, l'allarme di Bombardieri (Uil): "A rischio 2 milioni di posti"

Esplora:

  • a
  • a
  • a

Il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, ha parlato della possibile fine del blocco dei licenziamenti a Radio Anch'Io. "Quella che si prospetta con la fine del blocco dei licenziamenti è una bomba sociale e i sindacati si aspettano una situazione molto complicata visto che se Bankitalia dice che le persone sicuramente a rischio sono oltre 500mila, i nostri dati parlano di una platea di due milioni di lavoratori ai quali bisogna dare una risposta", ha sottolineato appunto Bombardieri. Il quale ha lamentato come il Governo abbia recepito soprattutto "le richieste di Confindustria, che su un tema molto delicato ha fatto un attacco a gamba tesa, anche molto scorretto nei modi e nei contenuti", ha affermato. 

 

 

"Quello del blocco dei licenziamenti è un falso problema", il pensiero di Giorgia Meloni a Sky Start. "Le imprese hanno difficoltà a sopravvivere, non c’è blocco di licenziamenti che tenga - ha spiegato la leader di Fratelli d'Italia -. Il blocco non impedisce l’ecatombe occupazionale verso cui rischiamo di andare. Il punto è impedire che chiuda quel 40% di imprese stimato". Sempre nella mattinata di mercoledì 26 maggio era intervenuto sul tema il ministro del Lavoro, Andrea Orlando: "La dinamica che può guidare un Paese in pandemia non è la stessa di un Paese che ne esce. O le forze di maggioranza ripongono le bandiere, oppure mettono a rischio la tenuta del quadro politico. E ciò riguarda prevalentemente la Lega, che è quella che agita più bandiere", ha esordito sulla questione.

 

 

Orlando ha quindi proseguito: "La norma - ha spiegato - è stata elaborata in poche ore in modo da dare più strumenti alle imprese per attenuare l’impatto della fine del blocco dei licenziamenti. La sostanza è rimasta, con gli incentivi alle imprese a usare la cassa integrazione fino a fine anno senza dovervi contribuire. In cambio si impegnano a non licenziare. L’altra norma, su chi chiede cassa Covid a giugno, era un corollario conseguente".