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Banca Mps, gli scenari per il futuro: continua la corsa sulle montagne russe

Marianna Castelli
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Banca Mps, quale è il futuro? Cosa deve attendersi Banca Monte dei Paschi di Siena dai prossimi mesi? Non solo ancora non c'è chiarezza, ma ogni giorno ipotesi e possibilità rimbalzano ed è come se facessero salire il titolo sulle montagne russe: sale e scende a tutta velocità. L'Italia sta vivendo una fase economica molto complessa, ma il premier Mario Draghi sa perfettamente che deve essere affrontato anche il problema della banca senese: è il momento che passi di mano. Al ministero quindi si sta lavorando sulle possibilità e secondo le indiscrezioni anche il premier sta studiando il ricco dossier e ipotizzando quali possono essere reali soluzioni. L'ultima versione del Decreto Sostegni bis, tra l'altro, non ha prorogato gli incentivi fiscali sulle operazioni di fusione tra gli istituti bancari e ovviamente condiziona la questione Mps

Gli asperti hanno giudicato "piuttosto deludente" questo aspetto del Sostegni Bis in grado di complicare l'operazione che coinvolge addirittura tre banche e cioè Unicredit, Banca Mps e Banco Bpm. La riduzione del "premio" di sicuro non è un incentivo a trovare accordi e chiudere operazioni. La cessione della quota pubblica di Banca Mps in questa fase resta quindi un rebus. Il Mef ne detiene il 64.23%, partecipazione che dovrà essere dismessa entro l'aprile del prossimo anno. Quindi è ora di trovare la soluzione, considerati i tempi di operazioni del genere. Il ministero diede vita al salvataggio con 5.4 miliardi di euro, era il 2017. A gennaio è iniziata la ricerca di possibili acquirenti, grazie a Mediobanca. Una dopo l'altra sono state scartate diverse possibilità. Al momento l'unica società che ha comunque espresso una manifestazione di interesse è il fondo di private equity Apollo. Ma i possibili scenari per il futuro iniziando ad essere delineati. Il primo è quello che nella fase decisiva spunti un grande gruppo bancario che magari in questa fase non si fa avanti per una questione strategica. A parte Unicredit, però, altre possibilità non sembrano esserci al momento. Andrea Orcel e Pier Carlo Padoan (tra l'altro eletto proprio a Siena) come la pensano in realtà? E sono pronti ad una operazione del genere oppure i loro dubbi sono reali e sotto vari aspetti comprensibili?

La seconda possibilità resta lo spezzatino. Unicredit sarebbe interessata solo alla parte di Mps che si occupa del nord-est del Paese e pare spedita in questa direzione. Come noto per le filiali, gli interessi e il personale che insistono sulla parte sud dell'Italia, potrebbe intervenire Mediocredito Centrale, l'istituto partecipato al 100% da Invitalia. Del resto nei giorni scorsi l'ad Bernardo Mattarella è stato molto chiaro: "Qualora ci fosse bisogno, non potremmo non fare la nostra parte". Quindi scenario uno oppure due? Secondo gli esperti il secondo è nettamente più probabile, ma i tempi vengono considerati ancora lunghi. "Banca Mps si rassegni - suggerisce un addetto ai lavori - Dovrà vivere qualche altro mese sulle montagne russe".