Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Banca Mps, rischio spezzatino. I sindacati duri: "Inaccettabile usare soldi pubblici per distruggere il Gruppo"

  • a
  • a
  • a

Banca Monte dei Paschi di Siena sembra sempre più destinata ad un possibile "spezzatino". Uno smembramento del Gruppo, con  alcune cessioni ad altri istituti bancari. Banca Mps resterebbe "viva", ma ridotta ad una banca media di riferimento in particolare dell'Italia centrale, spogliata soprattutto a nord e a sud. Stando alle indiscrezioni che continuano a moltiplicarsi, è la soluzione su cui starebbe lavorando il Mef, attuale azionista di maggioranza. Deve cedere, ma non sembra esserci un punto di riferimento unico con cui stringere un accordo, mentre spuntano le ipotesi di Unicredit per il nord est e Mediocredito centrale per una parte dell'area sud. 

Ovviamente è una soluzione che non convince affatto i sindacati che intervengono in maniera compatta. Un documento firmato da Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin. "Come organizzazioni sindacali aziendali - si legge nella nota - abbiamo più volte richiamato lo Stato, azionista di maggioranza della Banca dal 2017, sulla necessità di negoziare il superamento dei vincoli imposti dai regolatori europei e prolungare il termine della permanenza nel capitale sino a garantire
l’effettivo risanamento del Gruppo. Abbiamo cioè richiesto allo Stato una assunzione di responsabilità che preveda il rilancio della Banca nella sua integrità, e la salvaguardia dei livelli occupazionali, salariali e normativi per i suoi 21mila dipendenti".

"Mentre si susseguono notizie di stampa che accreditano anche l’ipotesi  dello spezzatino - continuano i sindacati - ribadiamo che non può essere attuabile, vista la ricapitalizzazione precauzionale effettuata con iniezioni miliardarie di fondi pubblici, nessun’altra soluzione se non quella che abbia l’obiettivo di creare valore e di sviluppare la Banca e il Gruppo a beneficio della collettività, e del ritorno dello stesso investimento statale. Sarebbe invece inaccettabile che, con ulteriori soldi pubblici, si favorisse un processo di distruzione di un’azienda come Banca Monte dei Paschi, e del valore in essa contenuto, che sta dimostrando anche in questo difficile momento di essere al servizio del Paese. Alla Banca servono certezze, investimenti in tecnologia e in persone, in grado di dare una visione strategica e di sviluppo a tutto il Gruppo". I lavoratori chiedono "una prospettiva certa. Invertire la tendenza si deve e si può, senza perdere altro tempo".