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Perugina, confermati gli esuberi ma si cercano soluzioni alternative

Marina Rosati
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Ferma opposizione ai 340 esuberi dichiarati da Nestlé e la volontà di spostare la discussione su un livello più alto, coinvolgendo anche il governo nazionale per trovare soluzioni alternative all'allontamento del personale. È questa la posizione tenuta dai sindacati nel confronto, teso e serrato, con Regione, Comune e Nestlè, che si è tenuto giovedì 15 giugno presso palazzo Donini a Perugia. La multinazionale ha sostanzialmente confermato quanto espresso la scorsa settimana in un comunicato stampa a firma dell'amministratore delegato di Nestlé Italia Leo Wencel, ovvero la volontà di tagliare 340 posti di lavoro in Perugina. Dall'altra parte, il sindacato - presente con le segreterie nazionali e territoriali di Flai Cgil, Fai Cisl, Uila Uil, oltre che con i rappresentanti confederali e la Rsu di San Sisto - ha ribadito la propria totale contrarietà ed ha chiesto alle istituzioni di alzare ulteriormente il livello del confronto, interessando il governo, non solo attraverso il Mise, ma anche con i ministeri del Welfare e dei Trasporti, per ricondurre la vertenza Perugina in un contesto adeguato, ovvero nell'ambito di un ragionamento sulle prospettive di Nestlé in Italia e sul ruolo di Perugia nello scacchiere europeo. Dal canto loro Regione e Comune hanno sostenuto i sindacati aprendo questo confronto che deve portare a ripensare il polo produttivo di San Sisto con tutti i suoi dipendenti. La Nestlé infine ha respinto fermamente le accuse di non rispettare gli accordi sottoscritti, mettendo sul tavolo il peso di queste evidenze che confermano la scelta del Gruppo di fare di San Sisto il polo di eccellenza nella produzione dei Baci Perugina e del cioccolato Perugina, per l'Italia e per l'estero, e smentiscono quanti in questi giorni hanno parlato di disinvestimenti, ridimensionamenti e passi indietro dell'azienda rispetto agli accordi presi. SERVIZIO COMPLETO SUL CORRIERE DELL'UMBRIA DEL 16 GIUGNO 2017