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Assegno unico familiare, rinvio al 2022: i motivi dello slittamento

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Assegno unico familiare, rinvio al 2022. La misura inizialmente prevista dal governo Conte per superare le varie forme di detrazioni e contributi di cui beneficiano fino ad oggi le famiglie subisce uno slittamento temporale di sei mesi.

 

I motivi sono presto detti e a illustrarli è stata la ministra per la famiglia e le pari opportunità, Elena Bonetti. "L’assegno unico e universale completo partirà a regime da gennaio del prossimo anno ma il percorso comincerà dal primo luglio. Siccome i dipendenti oggi stanno percependo le loro detrazioni in busta paga, visto che ci sono stati degli anticipi, questi primi sei mesi devono innestarsi su un percorso di detrazione fiscale che deve continuare. Le detrazioni fiscali saranno poi completamente assorbite nell’assegno unico da gennaio". La misura è stata prevista previsto per i figli a carico e sarà riconosciuta a entrambi i genitori (metà per ciascuno) per ciascun figlio dal settimo mese di gravidanza fino ai 18 anni di età. L'assegno verrà concesso fino al compimento dei 21 anni, ma con importo ridotto qualora i figli studino o siano impegnati in programmi di formazione, tirocini oppure svolgano il servizio civile universale.

 

L’assegno unico familiare si definisce tale  perché mira a raggruppare gli altri benefici già in essere (bonus bebè, bonus natalità e adozione, assegni familiari, bonus per nuclei familiari numerosi) e gradualmente a sostituirli tutti in un'unica misura. L'importo avrà un valore massimo di 250 euro al mese, con una serie di aumenti o riduzioni sulla base del numero dei figli, per l'eventuale presenza di disabilità, di casi di giovani madri e altre fattispecie. Altra novità importante sta nel fatto che il beneficio verrà attribuito per la prima volta a tutti i lavoratori, che siano dipendenti, autonomi o incapienti, mentre fino ad oggi spettava solo ai dipendenti.