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Banca Mps, indiscrezione: il Tesoro spinge per una soluzione con Unicredit? La proposta di Rivera a Orcel

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Banca Mps, il futuro dell'istituto di credito senese torna al centro dell'attività del ministero dell'economia e delle finanze (Mef). A fine anno scade infatti il termine concordato a novembre 2017 per riprivatizzare l'istituto e, secondo un'indiscrezione rilanciata da Dagospia, il direttore generale del Tesoro, Alessandro Rivera, starebbe lavorando a una proroga fino a giugno 2022.

 

"Non è casuale che la nuova scadenza coincida con quella contenuta nella bozza del Dl Sostegni con la modifica alla conversione delle Dta in crediti fiscali in caso di fusioni. Nel decreto sarebbe previsto che acquistando il controllo di un istituto entro i primi sei mesi 2022, sarebbe possibile integrarlo nei tre anni successivi nei quali beneficiare dei vantaggi fiscali. Gli osservatori hanno messo in relazione le nuove tecnicalità con un' operazione di acquisizione di Siena da parte di Gae Aulenti in uno scenario che ancora non coinvolge Andrea Orcel ma di cui, secondo ambienti di governo, sarebbe al corrente da tempo il presidente Piercarlo Padoan", spiega Rosario Dimito sulle colonne del Messaggero. La proposta del Tesoro coinvolge in primo luogo Unicredit: secondo fonti a conoscenza del dossier, infatti, lo schema che il Tesoro vorrebbe proporre a Unicredit sarebbe di acquistare a valori quasi simbolici il 51% di Mps, restando con il 13%.

 

"Gae Aulenti lancerebbe l'opa sempre a prezzi vicini a quello di acquisto della maggioranza, alla quale via XX Settembre non aderirebbe, in modo da affiancare l'azionista di maggioranza nel processo di ristrutturazione da realizzare nei tre anni concessi dalla norma sui crediti fiscali per usufruire dei vantaggi di capitale incorporando l'istituto", spiega ancora Dimito. Attorno a Mps si incentra il risiko bancario che coinvolge Unicredit, ma anche Banco Bpm, Bper, Carige: non a caso negli ultimi giorni questi titoli hanno avuto sussulti di borsa. La prima uscita pubblica di Orcel ha scatenato la speculazione facendo guadagnare al titolo Unicredit, nelle ultime due sedute, il 5,7% pari a 1,1 miliardi.