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Pensioni, come potrebbero cambiare dopo la riforma: età, assegno diviso in due e finestre di uscita. Tutte le ipotesi

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Finestre di uscita per i lavoratori più fragili e lavori gravosi, assegno diviso in due parti e pensione di garanzia per i giovani. Sono alcune delle soluzioni in campo per riformare il sistema delle pensioni e che, stando a quanto affermato dal presidente dell'Inps Pasquale Tridico, potrebbero essere prese in esame nei prossimi mesi. Uno dei punti più attuali è la pensione anticipata con l'imminente scadenza naturale di Quota 100 che come confermato dal premier Draghi dovrebbe essere accantonata definitivamente alla fine del 2021.  "I pensionati in Quota 100 con domanda accolta al 2 marzo 2021 sono 286.226, di cui 82.394 donne e 203.832 uomini, con circa 10 miliardi spesi su 19 nel triennio", ha spiegato Tridico. Dunque per il numero uno di Inps bisogna studiare una riforma che tenga conto dell'aspettativa di vita diversa tra i vari lavori.

Un'altra opzione, secondo quanto riporta il Corriere della Sera,  sarebbe quella dell'assegno diviso in due parti: una quota contributiva e una retributiva. Si prevede una pensione in anticipo con la sola parte contributiva a 62/63 anni e 20 anni di contributi e per il resto, la quota retributiva, che si otterrebbe a 67 anni con un 1 anno in meno per ogni figlio per le madri lavoratrici e un anno in meno per ogni 10 anni di lavoro gravoso o usurante. Ma attenzione anche al futuro con la situazione pensionistica dei giovani che rischia di complicarsi in maniera enorme: dunque pensione di garanzia e riscatto agevolato, se non gratuito della laurea. 

 

 

Tra gli altri buoni strumenti da introdurre, secondo Tridico, anche quello della “staffetta generazionale”, ovvero la trasformazione dei contratti dei dipendenti più anziani in contratti part-time e assunzioni di lavoratori giovani. Il cosiddetto “contratto di espansione” che potrebbe essere esteso anche alle imprese al di sotto delle 250 unità (fino a 50). Il contratto di espansione, in particolare, serve a garantire la pensione anticipata con 5 anni di anticipo ai dipendenti (a 62 anni invece di 27), allo scopo di assumere giovani.