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Nuovo decreto sostegni, oltre 20 miliardi a imprese e partite Iva per ristori e tagli a tasse e bollette

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Inizia a delinearsi il nuovo decreto sostegni che dovrebbe essere approvato entro fine mese. Secondo quanto riportato nella bozza del Def, nel dl Sostegni Bis oltre 20 miliardi saranno destinati ai ristori per partite Iva e imprese, oltre al taglio dei costi fissi, con sgravi di tasse e riduzioni sulle bollette, e un credito d’imposta sulle locazioni.

 

Tra le altre misure in arrivo la proroga del regime di garanzia pubblica sui prestiti e delle moratorie sui crediti alle piccole e medie imprese dal 30 giugno a fine anno. Reintrodotti anche ulteriori rinvii ed esenzioni di imposta già attuati con i precedenti dl anti Covid. Inoltre il decreto legge di sostegno e rilancio "incrementerà le risorse per il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) non coperte da prestiti e da sussidi del Rrf, con la creazione di un fondo di investimento complementare al Pnrr, che avrà una durata decennale". A quanto si apprende, gli investimenti aggiuntivi dovrebbero essere pari a 30 miliardi di euro. Nel testo si specifica anche come "la manovra prevista grazie al nuovo scostamento avrà una dimensione di circa 40 miliardi di euro in termini di impatto sull’indebitamento netto della Pa nel 2021; l’impatto sul deficit negli anni successivi, al netto della spesa per interessi, varierà fra 4 e 6,5 miliardi all’anno principalmente finalizzati a finanziare investimenti pubblici con risorse aggiuntive rispetto a quelle previste dal Pnrr".

 

In futuro, è riportato nel testo "il governo ritiene opportuno che, se le ipotesi epidemiche e sulle condizioni di contesto internazionale dello scenario di base resteranno valide, l’impostazione della politica di bilancio seguita dal nostro paese debba rimanere espansiva nel 2022, per poi muovere verso la neutralità nel 2023", specifica il documento. Il tasso di disoccupazione, infine, è previsto in salita al 9,6% nel 2021, con una previsione in discesa al 9,2% nel 2022, all’8,5% nel 2023 e all’8% nel 2024.