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Uova, ecco cosa mangiamo. La rivoluzione: 60% da galline non allevate più in gabbia

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Uova, una vera rivoluzione, E riguarda le galline che vengono allevate in maniera diversa grazie alle richieste, davvero pressanti, dei consumatori. Questione di qualità. Di ciò che mangiamo. Questione di salute. L'allevamento in gabbia così sta per venire superato, anzi per più della metà dei casi già lo è. I consumatori, d'altra parte, con le loro scelte d’acquisto hanno chiaramente manifestato la preferenza per uova provenienti da allevamenti non in gabbia.

 

 

 

Quindi è successo che in questi anni le aziende del settore alimentare sono andate incontro a una vera e propria rivoluzione, che sta portando a una transizione verso sistemi alternativi cage free.

I numeri in questo senso sono eloquenti. Il 60% degli oltre 50 milioni di galline e pollastre italiane è ora allevato in sistemi alternativi alle gabbie, ossia biologico (4%), all’aperto (3%) e a terra (53%).

Una netta inversione di tendenza rispetto al passato. Ancora numeri. Nel dicembre 2016 le galline allevate in Italia erano oltre 44 milioni di cui il 39% in sistemi cage free e il 61% in sistemi in gabbia. Lo rende noto CIWF. Rispetto a un allevamento in gabbia, dove le galline non hanno possibilità di muoversi, nei sistemi a terra ben progettati gli animali possono godere di un potenziale di benessere migliore grazie alla maggiore libertà di movimento. Tuttavia un tipo particolare di sistemi a terra, i cosiddetti ’sistemi combinati', sostiene l’associazione animalista. presenta diversi limiti per il benessere delle galline perché prevedono la possibilità, permanente o temporanea, di confinare gli animali in gabbia attraverso la chiusura di cancelletti frontali e, anche quando i cancelletti sono aperti, possono limitare fortemente i movimenti degli animali. Per questo da anni CIWF collabora con le aziende del settore alimentare, perché una transizione realmente cage free non significhi solo abbandono delle gabbie, ma anche di questi sistemi combinati.

 

 

Oltre ai produttori di uova Gruppo Sabbatani e Fattoria Roberti (che si sono già impegnati ad abbandonare le gabbie e i sistemi combinati), CIWF collabora anche con il Gruppo Eurovo, realtà leader del settore e pioniera in Italia in tema di allevamento non in gabbia, che si è impegnata a eliminare le gabbie da tutti gli allevamenti di proprietà in Italia entro il 2022 e ha avviato un progetto in collaborazione con l’Università di Bologna per massimizzare il potenziale di benessere degli allevamenti garantendo agli animali maggiore possibilità di movimento e migliorando gli allevamenti a terra secondo gli standard stilati da CIWF e dall altre organizzazioni animaliste. Una vera e propria rivoluzione, che - a ben guardare - è appena iniziata.