Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Lavoro, l'annuncio di Orlando: "Cassa integrazione fino a ottobre per chi non ha cig ordinaria"

  • a
  • a
  • a

Cassa integrazione fino a giugno per tutti e fino a ottobre per le piccole imprese che attualmente non hanno la tutela della cig ordinaria. Lo ha detto il ministro del lavoro in un’intervista esclusiva a Rai Radio1. Andrea Orlando ha spiegato che la cig per i lavoratori che non hanno la cig ordinaria finirà quando gli ammortizzatori sociali saranno estesi a tutti: un lavoro che il ministero porta avanti con le parti sociali e pensa di concludere entro ottobre. "Nessuno verrà lasciato solo ma accompagnato nella perdita di un lavoro ad uno nuovo", ha affermato il ministro.

 

 

Sulla revisione del Reddito di cittadinanza, il ministro pur riconoscendo che ha reso la crisi sociale pandemica meno grave, ha affermato che "vanno rivisti gli elementi che hanno creato distorsioni oltre a combattere chi non ha titolo per riceverlo", ha sottolineato. "La platea va allargata a situazioni che attualmente non sono tutelate", ha aggiunto Orlando, e va rivisto come andrebbero rivisti tutti gli strumenti di supporto dopo un evento come la pandemia. Nella giornata di giovedì 11 marzo, Orlando aveva affermato di andare "nella direzione di una proroga del blocco dei licenziamenti". La data limite, per il momento, sarebbe quella del 30 giugno. Così il ministro illustrando in Commissione Lavoro al Senato le linee programmatiche del suo ministero e spiegando che questa proroga "per i lavoratori che dispongono di strumenti ordinari sarà legata ad un termine che sarà definitivo, mentre per coloro che non sono coperti da strumenti ordinari sarà agganciata alla riforma degli ammortizzatori sociali". Orlando sottolinea inoltre la necessità di "affrontare con urgenza la sfida della campagna vaccinale nei luoghi di lavoro, per la quale abbiamo predisposto una intesa con le organizzazioni sindacali e imprenditoriali, che utilizzi anche i medici aziendali nella somministrazione dei vaccini". Tra gli aspetti messi in rilievo dal ministro i dati negativi sull’occupazione femminile peggiorati dalla pandemia, visto che l’anno scorso "sono andati accrescendosi i differenziali di genere nei tassi di attività, sostanzialmente annullando i progressi fatti registrare nei tre anni precedenti"