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Lotteria degli scontrini, i motivi del flop dell'iniziativa del governo Conte

Christian Campigli
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Una probabilità di vincita su cinquantatré milioni. Solo un commerciante su cinque che ha adeguato il proprio registratore di cassa. Appena diciassette milioni di transazioni. Nel giorno in cui sono stati estratti i primi vincitori, la lotteria degli scontrini, l'iniziativa fortemente voluta dal governo guidato da Giuseppe Conte, si rileva un clamoroso flop.

 

 

Troppo pochi i commercianti che hanno deciso di partecipare (nonostante spettino dei premi anche a loro), consapevoli di modesti ritorni a fronte di  numerosi problemi. Perché, ovviamente, far inserire il codice personale porta via del tempo, col rischio che i clienti in coda si stanchino di aspettare e si rivolgano, alla prima occasione, ad un altro negozio. Ma anche il sistema creato per gli utenti è a dire poco macchinoso. Ogni volta che si fanno acquisti si deve ricordare una sequenza di numeri, da digitare manualmente o da far leggere tramite il proprio smartphone o da un foglio stampato, da portare sempre dietro, ad ogni occasione. In un paese anziano come il nostro, restio persino a norme che impongono l'accredito della pensione su un conto corrente e non tramite il ritiro del denaro contante il primo del mese, era facile prevedere l'insuccesso di questa iniziativa. È sufficiente recarsi in un grande magazzino o in un supermercato, e spendere dieci minuti del proprio tempo, per assistere ad una scenetta che si ripete con quotidiana frequenza. Il cliente arriva alla cassa, chiede orgogliosamente alla commessa di partecipare alla lotteria degli scontrini, salvo poi accorgersi di aver lasciato nella propria abitazione il famigerato codice.

 

 

 

Certo, il sistema va rodato e tutte le novità incontrano sempre delle naturali ritrosie in Italia. I cinque miliardi di euro usati per quello che molti parlamentari hanno ribattezza “il giochino” possono essere usati in modo più intelligente? Aumentano ogni giorno, anche all'interno della maggioranza che sostiene l'esecutivo Draghi, deputati e senatori che rispondono in modo affermativo a questo interrogativo.

La lotteria degli scontrini, esattamente come il cashback, aveva un nemmeno troppo sottinteso scopo: quello di “costringere” gli italiani a pagare in modo trasparente (con carte di credito o bancomat) per aumentare così il gettito fiscale e stanare gli evasori. Inutile sottolineare come questo nobile intento sia naufragato miseramente. Nello specifico, la lotteria mette in palio dieci premi da 100mila euro per chi compra, e altrettanti premi da 20mila euro per chi vende. Da giugno si aggiungeranno le estrazioni settimanali che distribuiranno ogni settimana quindici premi da 25mila euro per chi compra e quindici premi da 5mila euro per chi vende. Infine, all'inizio del 2022 (salvo cambiamenti voluti da SuperMario) ci sarà la prima estrazione annuale che premierà uno degli acquisti effettuati dal 1 febbraio al 31 dicembre 2021, regalando cinque milioni di euro a un acquirente e un  milione di euro a un esercente.