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Confartigianato: "Il futuro dell'Umbria in un pacchetto di proposte condivise"

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Confartigianato Imprese Umbria e Cna Umbria hanno collaborato nella realizzazione delle proposte per il Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) dell’Umbria predisponendo un pacchetto di interventi consistente in 16 schede progettuali, che rispondono alle richieste delle categorie e vogliono incidere sui nodi strutturali dell’economia regionale.

"E' riduttivo pensare al piano Next Generation EU solo come a una occasione di rilancio per la nostra regione dopo la crisi Covid-19, si tratta in realtà dell’ultima chiamata alla società regionale per invertire trend economici negativi di lungo periodo che si evidenziano su ampie aree del territorio e che mettono a rischio la coesione sociale e le prospettive economiche e demografiche dell’Umbria.

Afferma il Presidente di Confartigianato Umbria, Mauro Franceschini (nella foto): “Le proposte delle due associazioni riguardano un ampio ventaglio di questioni relative a  infrastrutture, sviluppo economico, credito e riforme della Pal (pubblica amministrazione locale): tra le altre sottolineiamo che sul piano delle infrastrutture occorre risolvere i problemi stradali e ferroviari che determinano un isolamento della regione dalle principali vie di comunicazione: il cosiddetto “nodo di Perugia e il potenziamento della ferrovia Foligno-Terontola sono essenziali per gestire i flussi veicolari e determinare collegamenti efficaci con le destinazioni del Nord, allo stesso modo il potenziamento del collegamento Terni-Spoleto è essenziale per completare il sistema dei collegamenti delle comunità umbre e rilanciare i flussi con la capitale. Anche la riqualificazione e il potenziamento tecnologico delle aree produttive regionali, con particolare riferimento a quelle di Perugia e di Terni, costituisce la necessaria concretizzazione del miglioramento dell’attrattività economica".

Da non sottovalutare anche la centralità delle politiche del credito per il futuro dell’economia regionale, in questo senso le due Associazioni propongono la costituzione di un fondo regionale per la concessione di prestiti partecipativi per la patrimonializzazione delle imprese e il rafforzamento delle garanzie attraverso la costituzione di un fondo di riassicurazione a disposizione dei Confidi per assistere e accompagnare le imprese umbre ad affrontare nell’immediato futuro una ulteriore prevedibile fase di difficoltà generalizzata nell’accesso al credito.

La rigenerazione urbana e l’opportunità degli interventi del cosiddetto 110% sono un altro fattore essenziale per utilizzare proficuamente la leva dell’edilizia in funzione anti-crisi, ma per fare ciò occorre uno sforzo importante nella digitalizzazione della pubblica amministrazione locale.

La Regione ha aperto una fase di positivo confronto sul Recovery Plan dell’Umbria e il mondo delle imprese risponde con concretezza e spirito di collaborazione allo sforzo per affrontare i nodi cruciali dell’Umbria.