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Super cashback, classifica aggiornata al 22 febbraio: sale la corsa per il bonus da 1.500 euro

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Super cashback, la classifica aggiornata a lunedì 22 febbraio vede la soglia di 95 transazioni per far parte dei primi 100 mila utenti che riceveranno il bonus da 1.500 euro. Il programma, come ormai noto, mette in palio un bonus extra di 1.500 euro - che si somma ai 150 euro previsti per chi effettua almeno 50 transazioni con sistemi di pagamento elettronici dal 1 gennaio al 30 giugno - ai 100 mila utenti che avranno eseguito più pagamenti con bancomat, carte di credito, app e altri sistemi elettronici riconosciuti dal programma.

 

Per scalare la classifica c'è tempo fino al 30 giugno, ma la competizione è quanto mai "agguerrita": attualmente, infatti, c'è bisogno di una media di circa due operazioni al giorno (a prescindere dall'importo) per mantenere il passo dei primi 100 mila in classifica. Un trend in costante crescita, considerando che a fine gennaio la media delle operazioni effettuate era di circa 1,5 al giorno. E, di questo passo, sembra destinata a salire. Sempre al netto dei controlli che il fisco dovrebbe avviare a breve sui cosiddetti "furbetti", ovvero coloro che hanno moltiplicato le proprie operazioni attraverso meccanismi volti unicamente ad accrescere il volume delle proprie transazioni elettroniche. Come, ad esempio, frazionando il proprio conto della spesa in più pagamenti o eseguendo analoghe operazioni presso le stazioni di rifornimento di carburante.

 

Con il caso limite di Cremona, dove un automobilista ha speso complessivamente 6,51 euro ma con oltre 50 operazioni da pochi centesimi. Eppure una "stretta" dovrebbe arrivare proprio su questi micro pagamenti, tanto che il fisco potrebbe considerare l'ipotesi di escludere le transazioni al di sotto di un euro dalla classifica del super cashback. Un appello, questo, rivolto da numerosi parlamentari nonché dalle associazioni di categoria del settore, che lamentano i costi delle commissioni sui pagamenti elettronici, i rallentamenti del servizio all'utenza e i costi della carta dovuti al moltiplicarsi di scontrini per operazioni di poco valore.