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Licenziamenti, Bonomi (Confindustria). "Favorevoli al blocco selettivo"

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"Siamo favorevoli ad una proroga selettiva del blocco dei licenziamenti che riguardi esclusivamente le aziende che operano nei settori che non possono ricorrere alla cassa integrazione ordinaria", lo ha detto in un'intervista a Repubblica  il presidente di Confindustria Carlo Bonomi.

Tutte le imprese industriali, quelle che finanziano la cassa integrazione, ha sostenuto "hanno a disposizione 52 settimane di cassa ordinaria per l'intero 2021. Queste aziende possono utilizzarla senza protrarre il blocco dei licenziamenti. Peraltro mentre la Cig Covid è a carico della fiscalità generale, quella ordinaria è pagata dalle imprese. Versiamo all'Inps tre miliardi l'anno per ricevere prestazioni pari a 600 milioni".

Bonomi cerca di tranquillizzare anche le parti sul pericolo che, senza il blocco, aumentino in maniera esponenziale i disoccupati. "Sbloccare i licenziamenti non vuol dire affatto che ci sarà la corsa a licenziare". Sul tema Bonomi evidenzia che la posizione di Confindustria è "nota dal luglio dello scorso anno quando abbiamo inviato al governo una proposta per una riforma complessiva degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive perii lavoro. Non ricevemmo risposta. Basta proroghe a ripetizione. La discussione non è licenziare sì o no. Il tema vero è come riformare le tutele per il lavoro sapendo che la pandemia ha accelerato la trasformazione dei processi produttivi".

Insomma per il numero uno di Confindustria il lavoro non si difende con le continue proroghe del blocco. Per Bonomi, "bisogna introdurre un ammortizzatore universale, valido per tutti i lavoratori e per tutti i settori. E ovviamente pagato in egual misura da tutte le categorie produttive. Siamo favorevoli a rafforzare l'assegno di ricollocazione. E serve avviare politiche attive per ii lavoro, in collaborazione tra pubblico e privato, tanto più dopo il chiaro fallimento del reddito di cittadinanza come strumento per le politiche attive". In merito alle affermazioni del premier Mario Draghi per il quale i lavoratori non dovranno perdere il sostegno al reddito, ma che le 'imprese zombie' non devono essere più sostenute, Bonomi spiega che "per noi imprenditori è un ragionamento normale. Bisogna distinguere da azienda e azienda. Un'azienda come l'Alitalia non può essere perennemente sostenuta - sottolinea - Negli ultimi cinque anni le sono stati versati quasi quattro miliardi di soldi pubblici, senza che mai sia emerso un progetto industriale credibile. Con meno di 3 miliardi la Nasa è andata su Marte".