Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Turismo in ginocchio, pressing degli imprenditori

default_image

Marina Rosati
  • a
  • a
  • a

Crollano del 90% gli arrivi negli agriturismi delle zone del cratere. A sette mesi dalle prime scosse sono praticamente dimezzate le presenze dei turisti stranieri nelle aree colpite dal sisma con effetti disastrosi sull'economia locale. È quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti che esprime apprezzamento per la riunione a Norcia della presidenza del Parlamento europeo (presidente, vicepresidenti e presidenti dei gruppi politici) nell'ambito delle cerimonie per il 60 anniversario dei Trattati di Roma promossa dal presidente Antonio Tajani. Il terremoto - afferma Coldiretti - ha colpito un territorio a prevalente economia agricola che occorre ora sostenere concretamente per non rassegnarsi all'abbandono e allo spopolamento, con la ricostruzione che deve andare di pari passo con la ripresa dell'economia che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo. L'agriturismo, secondo Coldiretti, è il settore turistico più danneggiato dal terremoto con le presenze praticamente azzerate per un crollo di oltre il 90% degli arrivi nelle aziende agricole situate nelle aree del cratere tradizionalmente vocate per vacanze, picnic e gite fuori porta in campagna, grazie alla bellezza dei paesaggi e alla qualità dell'offerta gastronomica. Nei 131 comuni del cratere colpito dai terremoti del 24 agosto e del 26 e 30 ottobre, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Istat, operano 444 agriturismi dei quali 115 in Umbria, 42 in Abruzzo, 40 nel Lazio e 247 nelle Marche, dove al momento le uniche presenze residuali si riferiscono a quanti sono impegnati nell'opera di ricostruzione. Ma gli effetti del terremoto sulle presenze - continua Coldiretti - si sono sentiti anche su tutti i 3.400 agriturismi complessivamente attivi nelle quatto regioni, dove i turisti sono più che dimezzati.  E se Coldiretti evidenzia una situazione difficilissima Confcommercio e Confindustria vanno all'attacco sull'insufficienza delle misure che si sta pensando di mettere in campo per sostenere il turismo. In merito al danno indiretto siano state individuate risorse pari a 23 milioni di euro da destinare alle zone del cosiddetto cratere e fuori dal cratere non solo al turismo ma anche ad altri comparti produttivi come il commercio e l'artigianato senza aver previsto di circoscrivere tali ultimi interventi limitandoli a quelli strettamente connessi al turismo e da suddividere tra tutte le regioni interessate dal terremoto. Se tale notizia risultasse confermata appare evidente l'assoluta inadeguatezza delle risorse messe a disposizione a fronte del danno subito dal comparto turistico. Per queste le due associazioni di categoria si appellano alla presidente Marini, ed anche alle organizzazioni sindacali dei lavoratori, affinché siano mandati segnali chiari e netti al Parlamento al fine di accogliere le richieste avanzate senza indugi e adotti tutti gli interventi necessari al riguardo.