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Covid, decreto Ristori: soldi a ristoranti, bar, pasticcerie, gelaterie, discoteche, piscine, palestre, fiere, terme e centri benessere. Ecco quanto e quando

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Aiuti economici automatici a chi li aveva già ricevuti durante il lockdown della primavera scorsa. Seconda rata Imu stralciata oppure credito d'imposta per l'affitto dei commercianti colpiti dall'ultimo Dpcm varato dal governo. Palazzo Chigi ha varato il decreto Ristori. Per ristori si intendono i contributi che verranno assegnati ai bar, ai ristoranti, alle palestre, alle fiere e a tutte le attività previste nel decreto, ad alcune categorie di lavoratori. Le cifre verranno calcolate in base a quelle che erano state disposte durante il lockdown, quando il valore fu calcolato sul calo del fatturato rispetto all'anno precedente. I soldi dovrebbero essere erogati subito, secondo il governo addirittura entro sette giorni. Più complessa la questione per chi a primavera non aveva ottenuto gli aiuti che dovrà attendere le linee guida dell'Agenzia delle Entrate.

Ai ristoranti andrà il 150% del contributo assegnato ad aprile. Bar, pasticcerie e gelaterie avranno invece il 100%. I ristori più consistenti, del 400%, andranno alle discoteche, che non hanno mai riaperto dal lockdown della scorsa primavera. Saranno invece del 200% i rimborsi per le piscine, le palestre, le fiere, gli enti sportivi, le terme e i centri benessere. Per i titolari delle attività commerciali che sono anche proprietari degli immobili, stralcio della seconda rata dell'Imu. Chi invece paga un affitto, otterrà un credito di imposta del 65% per tre mesi. Eliminato il tetto dei 5 milioni di fatturato. (1 - continua). Clicca qui per la seconda parte del servizio.