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Tasse e tributi locali, ecco dove si paga di più

Jacopo Barbarito
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Sono Roma, Torino, Napoli, Genova, Bologna, Ancona e Campobasso le città "più tassate" d'Italia, cioè i capoluoghi di Regione con le aliquote fiscali più alte per quanto riguarda Irap, Irpef, Imu e Tasi. Queste sette città hanno inoltre, in tre casi su quattro, i livelli più alti di imposte sulle imprese e sulle famiglie, sui capannoni industriali e sulle case. È quanto risulta dalla "Mappa del fisco locale in Italia" realizzata dal Centro studi di Unimpresa analizzando dati dell'Agenzia delle Entrate, della Corte dei conti e del Dipartimento Finanze. Le sette le città in questione hanno ottenuto tre punti su un massimo di quattro dal Centro studi di Unimpresa, che ha incrociato i dati dei tributi locali. A Roma, segnala l'associazione, si paga il 4,82% di Irap, il 4,23% di addizionali Irpef, l'1,06% di Imu. A Torino si paga il 4,13% di addizionali Irpef, l'1,06% di Imu e lo 0,33% di Tasi. A Napoli si paga il 4,97% di Irap, l'1,06% di Imu e lo 0,33% di Tasi. A Genova e Bologna si paga il 3,13% di addizionali Irpef, l'1,06% di Imu e lo 0,33% di Tasi. Ad Ancona si paga il 4,73% di Irap, l'1,06% di Imu e lo 0,33% di Tasi. A Campobasso si paga il 4,97% di Irap, il 3,43% di addizionali Irpef, l'1,06% di Imu. Due punti, nella classifica di Unimpresa sul fisco locale, ad altre sette città: Firenze, Palermo, Perugia, Bari, Potenza, Trieste e Catanzaro. Un solo punto è andato a Milano, Cagliari, L'Aquila, Aosta, Trento e Bolzano. Venezia, con zero punti, è l'unica città dove il prelievo è sempre sotto le soglie più alte: nel capoluogo della regione Veneto si paga il 3,90% di Irap, il 2,03% di addizionali Irpef (1,23% regionale e 0,80% comunale), lo 0,81% di Imu e lo 0,29% di Tasi.