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Gruppo Novelli, lavoratori sul piede di guerra

Jacopo Barbarito
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Sciopero di otto ore e presidio dalle 14 alle 16, di ieri, sotto la sede della prefettura, in viale della Stazione, dei lavoratori del gruppo Novelli dei siti di Casalta di Sambucetole, di Fornole e della sede centrale della zona industriale di Sabbione di Terni. I segretari territoriali di Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil e i delegati della rappresentanza sindacale unitaria, hanno incontrato il vice prefetto Andrea Gabassi per fare il punto della vertenza. Per il segretario del sindacato rosso Paolo Sciaboletta 350 lavoratori rischiano il posto di lavoro per una scellerata amministrazione, con il debito che negli ultimi quattro anni invece di calare è aumentato”. Dall'incontro al Mise di venerdì 21, Stefano Tedeschi dell'Uila auspica che “arrivi un'offerta vincolante, ma è importante marciare uniti”. Per Simone Dezi del sindacato bianco “abbiamo dato una grande risposta, coinvolto tutte le istituzioni, ora speriamo che si sblocchi la vicenda con una risposta sulla vendita del gruppo Novelli”. Presente al presidio il segretario generale provinciale della Cgil Attilio Romanelli che sostiene che “il settore riesca a mantenere l'attività e l'ingresso dei nuovi soggetti possa garantire fatturato, investimenti, produzione e livelli occupazionali. Nel sistema dell'area di crisi complessa è positivo perché, oltre alla siderurgia e chimica, è inserita anche l'agroalimentare, un supporto ulteriore per la soluzione della crisi”. A Spoleto davanti ai cancelli dello stabilimento di Sant'Angelo in Mercola, altra mobilitazione dei 350 dipendenti umbri dell'azienda che chiedono con forza di scoprire le carte sulla vendita del Gruppo. “Il tempo è scaduto - hanno ribadito ieri sindacalisti e Rsa del sito produttivo di Spoleto - il 21 ottobre al tavolo del ministero dello Sviluppo economico (Mise) vogliano conoscere i dettagli dell'operazione". A far scattare la mobilitazione coordinata da Simone Dezi Fai-Cisl, Gianluca Menechini della Flai Cgil e Stefano Tedeschi della Uila Uil, è stata la decisione del Consiglio di amministrazione tecnico di non erogare ai lavoratori l'intera mensilità di settembre, bensì soltanto un acconto di 500 euro. Tra le spettanze ancora di riscuotere, poi, anche metà della quattordicesima dello scorso anno che avrebbe dovuto essere saldata entro il 30 aprile, così come stabilito dal piano di rientro sulla mensilità definito dal Cda e dai sindacati. Di fronte ai cancelli della fabbrica di Spoleto è arrivato anche il sindaco Fabrizio Cardarelli: “C'è qualche schiarita di sole dietro le nuvole ma sono estremamente prudente anche se va rilevato che commesse e produzioni ci sono al pari delle condizioni di mercato, ma come tutti sappiamo a pesare è la gravissima crisi finanziaria del Gruppo particolarmente esposto sul fronte debitorio e anche per questo - ha detto il primo cittadino - mi sarei aspettato maggiore decisione da parte del Cda. Noi come Comune - ha concluso - saremo vigili”. A cura di Carlo Ferrante e Chiara Fabrizi