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Apple nel mirino della Ue. Doppia indagine dopo lamentele di Spotify. Rischia multa pesantissima

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Doppia indagine di Bruxelles sulla Apple. Nel mirino delle autorità dell'Unione europea sono finite Store e Apple Pay nei confronti delle quali sono state avviate inchieste dell'antitrust e sulla piattaforma di pagamento online, per timore che le pratiche violino la concorrenza. L'accusa dei confronti di Apple Pay è che rifiuti l'accesso al suo sistema di pagamento e che lo limiti alla funzione "tocca e vai" su iPhone. Bruxelles vuole capire se di fatto Apple costringa a utilizzare il proprio sistema di pagamento sulle app e sui siti invece che quelli dei concorrenti. Alla base della seconda indagine sull'App Store mobile, c'è invece il timore che si impedisca agli sviluppatori di app di informare gli utenti di iPhone e iPad sui modi per effettuare acquisti al di fuori delle app. Sotto la lente quindi Apple Store e Apple Pay, vale a dire il "negozio" di app e il sistema di pagamenti mobile del gigante di Cupertino. In entrambi i casi l’accusa è  aver violato le regole europee sulla concorrenza imponendo restrizioni favorevoli ai propri prodotti. Le indagini fanno seguito alle lamentele di alcuni rivali, incluso il servizio di streaming musicale Spotify, che l'anno scorso ha presentato un reclamo antitrust all'Ue. E' stata la vicepresidente della Commissione Ue Margrethe Vestager a spiegare i dubbi: "Sembra che Apple abbia ottenuto un ruolo da guardiano sulla distribuzione di app e contenuti agli utenti di dispositivi Apple. Dobbiamo assicurarci che questo non distorca la concorrenza sui mercati in cui Apple è in competizione con altri sviluppatori". Ma non basta: "Sembra che la società abbia fissato le condizioni alle quali Apple Pay va usato su app e siti di operatori commerciali; è "importante non negare ai consumatori i benefici dei nuovi sistemi di pagamento, incluse migliori scelte sulla qualità, sulla innovazione e sui prezzi competitivi". Se ritenuto colpevole, il colosso di Cupertino potrebbe dover pagare una multa fino al 10% delle sue entrate annuali ed essere costretta ad adeguare le sue pratiche commerciali. Nel solo 2019 l’ecosistema dell’App Store ha mosso 519 miliardi di dollari in pagamenti e vendite a livello mondiale.