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Tari, Perugia e Terni tra i Comuni meno efficienti d'Italia

Roberto Minelli
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La fiscalità locale continua a rappresentare un peso crescente per le imprese. Un carico di tributi divenuto, oramai, troppo oneroso e ingiustificato se si considerano le iniquità che lo caratterizzano. Tra le varie tasse, quella relativa ai rifiuti (Tari) è emblematica. Nonostante una significativa riduzione nella produzione dei rifiuti, infatti, in soli 5 anni il tributo ha subito un incremento percentuale del 55%. E' focalizzata proprio sulla Tassa sui rifiuti l'indagine presentata da Confcommercio, che riserva non poche sorprese anche per l'Umbria e, soprattutto, per i Comuni di Perugia e Terni. Si scopre, infatti, che l'Umbria – assieme a Toscana, Lazio, Campania e Puglia – è tra le regioni con più alta concentrazione di Comuni che spendono più del fabbisogno e offrono meno servizi. Nella graduatoria che misura l'inefficienza dei Comuni, quelli di Perugia e Terni portano la maglia nera, rispettivamente, con un +38,61% e +37,12% di differenza tra la spesa storica e il fabbisogno standard: quest'ultimo rappresenta la spesa media per la realizzazione di un determinato livello di servizio, contestualizzata in relazione alle caratteristiche del bacino demografico territoriale nonché del servizio stesso. “Abbiamo sotto gli occhi - hanno commentato da Confcommercio Umbria - l'ennesimo esempio di quanto le nostre imprese siano penalizzate da costi dei servizi pubblici che continuano a crescere in modo ingiustificato. Bisogna intervenire con più coraggio e determinazione”.