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Banche, bruciati 27 milioni degli umbri

(Foto LaPresse)

Alessandra Borghi
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Perché il pacco bomba è stato lasciato proprio davanti alla filiale di BancaEtruria a Ponte San Giovanni? “Non saprei... Non credo sia quella col maggior numero di risparmiatori che si sentono traditi dal decreto salva-banche. Ci sono centri come Sigillo, Fossato di Vico e Costacciaro in cui BancaEtruria era un riferimento ancor più importante”, commenta Alessandro Petruzzi. Il presidente di Federconsumatori è completamente assorbito dal caso delle banche salvate. Da un lato, c'è l'inchiesta della procura perugina decollata in seguito all'esposto dell'associazione: la documentazione messa insieme da Federconsumatori è già agli atti. Dall'altro, c'è da preparare la trasferta a Roma, la visitina alla Consob: ieri un pullman veniva dato per pieno, senza dire di chi si muoverà con mezzi propri. Ma non è tutto. Perché ora l'associazione apre le porte a chi intende raccontare per filo e per segno la sua disavventura e trasformarla in una querela da presentare in procura. “Offriamo assistenza legale gratuita”, ricorda Petruzzi. Che non è poco se ci si mette nei panni di tante persone che, a guardarle negli occhi mentre transitano nella sala d'attesa della sede di San Sisto, portano addosso un'ansia per il futuro smisurata. Gli interessati dall'affaire salva-banche sarebbero circa 10.500 per un ammontare di 27-30 milioni di euro, secondo quanto emerso nella riunione congiunta della prima e seconda commissione del consiglio regionale in cui a dicembre è stato sentito anche il direttore dell'Abi Umbria, Pietro Buzzi. Petruzzi, intanto, parla di un caso esaminato nelle ultime ore: “Una donna è venuta da noi dopo aver fatto un estratto titoli. Sono spuntati pacchetti di obbligazioni subordinate ‘Bpel' anche se è cliente di un'altra banca. Segno che non solo Banca Etruria ha venduto certi prodotti”. Il presidente di Federconsumatori non è per niente tenero nei confronti di Bankitalia, ma anche di “parlamentari, sindaci e Regione”: “Mi pare che non siano in molti a farsi sentire nel modo più appropriato”. Le segreterie Fisac Cgil dei quattro istituti bancari interessati intanto esprimono solidarietà ai colleghi della filiale di Ponte San Giovanni. “L'azione criminale e vigliacca di collocare un ordigno all'ingresso della filiale è estranea alle migliaia di risparmiatori che hanno perso i loro risparmi investiti in azioni e obbligazioni subordinate delle quattro vecchie banche poste in liquidazione”, dicono. Le rappresentanze sindacali sottolineano come sia “evidente il rischio di strumentalizzazioni della collera e del disagio di chi ha perso i propri risparmi e porta avanti una protesta forte, dura e responsabile e non merita anche l'oltraggio di chi intende speculare sui loro problemi”. Per le segreterie prevedere con urgenza “forme di effettivo ‘ristoro' a favore dei piccoli azionisti e degli obbligazionisti subordinati non istituzionali e non professionali, finanziate, ad esempio, dalle plusvalenze della riscossione dei crediti in sofferenza, costituirebbe un atto di giustizia” da parte del governo. Ieri a Roma si è svolto l'incontro tra le “good banks” (Nuova Cassa di Risparmio di Chieti Spa, Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara Spa, Nuova Banca dell'Etruria e del Lazio Spa, Nuova Banca delle Marche Spa) e rappresentati dell'Associazione Vittime Del Salva Banche, tra cui la presidente Carmen Letizia Giorgianni. Per le banche c'erano Maria Pierdicchi, consigliera indipendente, e Roberto Bertola, amministratore delegato di BancaEtruria. “Risposte concrete sui criteri dei rimborsi saranno contenuti nel decreto interministeriale che il governo dovrà emanare quanto prima. Da parte nostra garantiamo la massima collaborazione”, ha detto Pierdicchi. Ma il confronto è piaciuto poco a Giorgianni: “Non è emersa nessuna novità positiva”.