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Decreto salva banche, in ginocchio anche numerose aziende

Eleonora Sarri
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Con i suoi 2,5 milioni di euro tra azioni e obbligazioni subordinate di Banca Etruria, Sigillo è uno dei centri della fascia appenninica - in proporzione agli abitanti - più colpito dagli effetti del decreto “salva banche”. Conseguenza diretta del fatto che quella banca era l'unica in città, figlia di uno storico legame che nasceva da quando era uno sportello della Banca popolare di Gualdo Tadino (incorporata poi da Banca Etruria). Un tema sentito che - come è stato spiegato nel corso dell'incontro promosso mercoledì sera da Confederazione italiana agricoltori (Cia) e Federconsumatori - non ha colpito solo i risparmiatori ma rischia di mettere “fuorigioco” tante micro e piccole aziende del territorio, proprio alla vigilia dell'arrivo dei fondi del piano di sviluppo rurale e di quello delle aree vaste.