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Prende vita Lega per il lavoro: "Diamo radici al territorio"

Roberto Minelli
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Con la sottoscrizione dell'atto costitutivo, prende vita “ufficialmente” la Lega per il lavoro della fascia appenninica. I membri dell'assemblea mercoledì 18 novembre, nella Polisportiva di Gaifana, hanno eletto le cariche. Il primo presidente della Lega per il lavoro, dunque, è Luciano Recchioni; vicepresidente Barbara Bucari, segretario Fioravante Fabozzo, cassiere Massimo Manali. Presto, entro il mese prossimo, l'associazione organizzerà un'iniziativa dedicata alle prospettive economiche ed occupazionali del territorio. Fra le novità, anche lo slogan dell'associazione: “diamo radici al territorio”. Fra le questioni alle cui dare attenzione prioritaria, la ex Antonio Merloni e Jp Industries, il settore estrattivo, gli esuberi previsti da Tagina. A parlarne sin da subito è stato il neo presidente, che ha spiegato le motivazioni dell'associazione. “Abbiamo ritenuto necessario che ci fosse una voce nuova su questo territorio – ha detto Luciano Recchioni –, una voce che parlasse di lavoro in una situazione e in un territorio in cui scompare il lavoro e scompaiono pure i lavoratori. Come associazione – ha precisato – dovremo lavorare per aiutare un territorio che sta perdendo capacità economica, dando vita a qualcosa che finora mancava”. “Lega per il lavoro intende perseguire esclusivamente finalità di solidarietà sociale e civile, mettendo in pratica nel territorio i valori e i principi della Costituzione, a partire dal lavoro – ha spiegato Francesco Mirti illustrando lo statuto –. La scelta di chiamarci Lega per il lavoro deriva dalle tradizioni migliori del mutualismo, sottolinea l'esigenza di una risposta collettiva che contrasti il ripiegamento individualistico e si basa sulla vera partecipazione”. Fra i presenti anche Mario Bravi (Cgil), che ha sottolineato la volontà dell'associazione di essere anche uno stimolo per gli amministratori locali ad agire in maniera unitaria, “ridando senso – ha detto – ad un ragionamento collettivo”.