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Vendemmia, previsto aumento di produzione del 15-20%

Roberto Minelli
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Per i vini umbri, quella appena iniziata potrebbe essere una vendemmia da ricordare. Finalmente col sorriso. E all'insegna di un segno più del 15 o anche 20% nella produzione del 2015 rispetto a quella dello scorso anno. Un dato sicuramente positivo, dopo anni in cui - anche a livello nazionale - le produzioni sono tendenzialmente calate. A dare sprint alla vendemmia ancora agli inizi sono i dati di Assoenologi, che vedono le due regioni Umbria e Lazio (in un dato accorpato) in crescita almeno del 15% in termini di produzione vinicola. Un dato che colloca quest'area al terzo posto per incremento fra le zone valutate. Prima dell'Umbria e del Lazio, solo la Puglia, con un aumento del 25%, e la Campania, con un più 20%. In termini di ettolitri, si parla di 6.8 milioni di ettolitri in più in Puglia rispetto al 2014, 1.4 in Campania e 2.3 in Umbria/Lazio. In termini di quantità, batte tutti il Veneto, con un aumento previsto di 9,1 milioni di ettolitri di vino, corrispondente al +1'%, seguito da Emilia Romagna (7,3 milioni di ettolitri, +5%), Puglia, Sicilia (5 milioni di ettolitri, +10%). “Il 2015 potrebbe essere incorniciato come un millesimo da ricordare qualitativamente ottimo con molte punte di eccellenze, in particolar modo per i vini ottenuti da uve a bacca rossa che saranno vendemmiate a fine settembre - dicono da Assoenologi - Le buone riserve idriche accumulate hanno determinato un'interessante ripresa vegetativa, sfociata in una primavera che ha favorito le fasi fenologiche per lasciare poi il posto ad un'estate calda, mitigata nella seconda metà di agosto da provvidenziali piogge, condizioni che hanno sancito un percorso decisamente positivo della maturazione dei grappoli con l'accumulo di sostanze aromatiche e polifenoliche”. Non bisogna dimenticare, comunque, che “sarà l'andamento climatico e meteorico del mese di settembre - prosegue l'associazione degli enologi - e di parte di quello di ottobre, per alcune varietà tardive, a decidere il livello qualitativo della produzione. Infatti, se le prossime settimane decorreranno nel modo più opportuno, ossia con giornate ricche di sole e giuste precipitazioni, le possibilità di ottenere vini bianchi profumati, con un giusto equilibrio di acidità, alcolicità, finezza e freschezza, e vini rossi armonici, ricchi di struttura, dai profumi complessi e da lungo invecchiamento, ci sono tutte”. Resta il fatto che “ci troviamo – proseguono da Assoenologi - di fronte ad una buona annata, migliore della precedente, sia in termini qualitativi che quantitativi, tanto che in Lazio e Umbria si stima una quantità superiore del 15% rispetto al 2014, pari a circa 2.270.000 ettolitri di vino”.