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Mercato, la crisi non si ferma: chiuso un box su due

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Massimo Colonna
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L'ultimo ad abbassare le serrande è stato il titolare del bar interno. "Prima i clienti almeno potevano prendersi un caffè, ora nemmeno quello" - allarga le braccia una signora appena fuori da uno stand della verdura. Arrivano così a 10 gli spazi chiusi, all'interno del mercato comune di largo Manni, a Terni, sui 24 totali. Quasi la metà. I commercianti la vedono davvero buia. Oltre alla crisi generale, oltre al trasloco da piazza del Mercato non ancora del tutto metabolizzato, ci si mette anche l'amministrazione comunale che, a quanto sostengono, non fa nulla per incentivare altre iniziative che possano far crescere il volume degli affari e il valore dei prodotti locali. "L'ultimo evento organizzato qui dentro ce lo siamo preparato e seguito tutto da soli. Figuramioci se il Comune ci dà una mano". A parlare è Antonio Loreti, dell'omonima macelleria che va avanti ormai da generazioni. "Un anno fa abbiamo chiamato una band, qualche artigiano e abbiamo messo in piedi un'iniziativa, in sostanza un mercatino all'interno del mercato con in più un momento di musica. Abbiamo organizzato tutto da soli, dal Comune nulla. E' andata talmente bene che alla fine noi commercianti ci siamo guardati negli occhi e ci siamo chiesti: “Ma allora possiamo davvero organizzare qualcosa che funzioni?”. Poi però non c'è stato più nulla. Anche perché - commenta - non ce la facciamo a fare tutto da soli, non possiamo ogni volta sostenere tutti i costi". Lo scenario attuale si discosta molto dunque da quello che alcuni commercianti si immaginavano anni fa al momento di lasciare piazza del Mercato. "Quando ci siamo trasferiti - prosegue Loreti - dall'amministrazione ci avevano promesso che appena qui fuori sarebbero sorte due attività non strettamente commerciali, proprio con l'obiettivo di agganciare il patrimonio gastronomico del mercato anche ad altre attività. Ma niente di tutto questo si è mai concretizzato. Le altre attività non ci sono, così come non ci sono eventi culturali o sociali differenti". La presenza del Comune al mercato, a detta dei commercianti, si vede solamente al mattino per le pulizie e per i custodi presenti durante tutto il giorno nell'ufficio sistemato all'entrata. "Sì, sì, per carità - prosegue Loreti - qui è sempre tutto pulito e da quel punto di vista non c'è nulla da dire. Ma per il resto, non c'è altro”. “Il rischio qui - aggiungono altri operatori - è che più passa il tempo e più le cose si complicano, perché intanto la crisi sta deteriorando i mercati e tutti ne risentiamo. Soprattutto i piccoli venditori. Se non si fa nulla presto qui resteremo ancora una cattedrale nel deserto senza futuro".