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Regali di Natale, spesa per gli acquisti sempre più giù

La pista di pattinaggio in centro a Perugia

Roberto Minelli
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Dopo la scadenza di martedì 16, “giorno nero” del pagamento del saldo Imu e Tasi, si potrà vedere se sarà un Natale all'insegna del consumismo o del risparmio. Secondo le previsioni di Confcommercio alimentari e giocattoli restano in cima alla lista dei regali. In aumento la ricerca del dono “tecnologico”. La spesa media per persona, secondo una indagine dell'associazione in collaborazione con format Research si attesta a 171 euro, in linea con il valore dello scorso anno, ma il 40,7% in meno rispetto al 2009 (era di circa 289 euro). Secondo la stessa indagine generi alimentari (73,3%) e giocattoli (51,6%) resteranno gli articoli più acquistati; in crescita i regali elettronici - smartphone (+3,5%), tablet (+1,4%), prodotti tecnologici in genere (+1,8%) - ma anche vino (+1,5%) ed elettrodomestici (+1,2%); in calo i prodotti per la cura della persona (-2,7%) e le calzature (-2,1%); tre italiani su cinque ridurranno il budget a disposizione per i regali rispetto allo scorso Natale e un consumatore su tre spenderà meno di 100 euro (+1,7% rispetto al 2013). Soltanto il 4,9% è intenzionato a spendere oltre 300 euro. Coloro che, più degli altri, hanno deciso di tagliare il budget per gli acquisti natalizi, sono in prevalenza i giovanissimi (fino a 24 anni), la fascia di età compresa tra i 45 e i 54 anni e le famiglie. Da segnalare anche l'analisi delle associazioni dei consumatori che prevedono una ulteriore inflessione nei consumi: l'Osservatorio nazionale Federconsumatori ha effettuato il consueto monitoraggio dei prezzi dei prodotti relativi alle feste. L'analisi evidenzia che “la crisi del potere di acquisto delle famiglie continua a incidere sui consumi, condizionando le spese per i regali natalizi, con una contrazione del -6,2%. Ogni famiglia spenderà per i regali di Natale appena 125,70 euro”. Ma nonostante ciò, “i prezzi dei prodotti tipici delle festività aumentano mediamente dell'+1,2%, come i costi degli alberi di Natale (+3%), quelli degli addobbi (+2%) e dei prodotti alimentari (+1,9%). Per di più, rivela l'Adusbef, “le tredicesime sono stabili rispetto al 2013, tranne per i pensionati, ma il 90% di queste finirà in tasse, bolli, bollette e mutui”.