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Ast, stasera il responso sul referendum: pagate retribuzioni di novembre

Giuseppe Magroni
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Affluenza alta, oltre il cinquanta per cento, nel secondo giorno del referendum sull'accordo del 3 dicembre per l'Ast di Terni e controllate. Affluenza massima al Tubificio, dove mancano all'appello solo una trentina di lavoratori. I seggi, mercoledì terza e ultima giornata, chiuderanno alle 17, lo spoglio sarà immediato, con i risultati diffusi dalle organizzazioni sindacali in serata. Il sì confermativo all'accordo sembra scontato, bisognerà vedere le percentuali. I seggi per il referendum sono allestiti nell'infermeria centrale, nel reparto Pix, nel centro di finitura e nel Tubificio. Chiamati al voto sono circa 2400 lavoratori diretti di Ast e circa 1200 delle ditte terze, con una differenza sostanziale: il voto dei primi è vincolante per l'accettazione dell'accordo, un no costringerebbe le parti a riaprire la trattativa, quello dei lavoratori dell'indotto è un parere sull'intesa. Una quota consistente di no si prevede proprio dai lavoratori delle ditte terze, quelli che non si sentono tutelati dall'accordo in quanto non è stato possibile inserire all'interno di esso la clausola di salvaguardia della riassunzione nel caso in cui la ditta in cui lavora il dipendente dovesse perdere l'appalto con il subentro di un'altra. Nell'accordo sottoscritto al Mise ci sono solo generiche garanzie. Intanto la fabbrica si riavvia gradualmente alla normalità: a inizio settimana sono state pagate le retribuzioni di novembre, mentre il 22 dicembre sarà pagata la tredicesima mensilità. Boccata d'ossigeno. Sempre per quanto riguarda l'applicazione e la gestione dell'accordo, non sono state calendarizzate altre riunioni tra i segretari dei metalmeccanici e la direzione aziendale. Il prossimo incontro presumibilmente si terrà dopo l'Epifania.