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Federalberghi, presidente Bocca: "Il turismo è in ginocchio, non sappiamo quando ripartiremo"

Alfredo Doni
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La situazione attuale e le prospettive per il settore turismo sono drammatiche, per lo meno a breve e medio termine. "Stiamo studiando un protocollo da proporre al governo. Andrà capito il se, il come e il quando”. Così Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, ha parlato a Interris.it del reale impatto del Coronavirus sull'economia europea che probabilmente non è ancora stato del tutto calcolato. Resta però, al netto dei provvedimenti presi (e soprattutto di quelli attesi con il decreto aprile), la sensazione che per alcuni settori dell'apparato produttivo italiano la ripartenza sarà complicata. Quello turistico non fa eccezione: primo a subire gli effetti del Covid-19 e, nondimeno, quello che dovrà fornire il maggior apporto a una reale ripresa dell'economia italiana. Ma, al momento, una branca fondamentale, fra quelle che contribuiscono al nostro Pil, in stato di blocco in tutti le sue declinazioni, dalle agenzie di viaggio alle strutture alberghiere. Un comparto, quest'ultimo, in particolare sofferenza e con una fase di ripresa che avrà assoluto bisogno di garanzie, non solo dal punto di vista sanitario ma anche sul piano procedurale. "Oggi abbiamo il 95% di alberghi che sono chiusi per mancanza di clienti. Il settore alberghiero non è uno di quei settori chiusi per Dpcm. Gli alberghi, teoricamente - spiega - potrebbero essere aperti. Oggi ne abbiamo circa il 4-5%, che sono quelli che ospitano il personale sanitario, i medici, oppure chi deve fare quarantena. Gli alberghi che operano sul mercato del turismo ovviamente sono tutti chiusi", conclude Bocca.