Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Ex Pozzi, cassa straordinaria per tutti i lavoratori

Chiara Fabrizi
  • a
  • a
  • a

Crisi ex Pozzi, cassa integrazione straordinaria per tutti. Dopo l'ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria, per le circa 250 tute blu è arrivato anche il turno dell'attivazione del nuovo ammortizzatore sociale che, va detto, spaventa le maestranze in organico. Per la verità già mercoledì scorso sindacati e rsu di Isotta Fraschini (alluminio) hanno fatto visita agli uffici romani del ministero dello Sviluppo economico (Mise) per firmare l'accordo del caso e accedere alla cassa straordinaria. Per i rappresentanti dei lavoratori di Ims (ghisa), invece, l'appuntamento è fissato per mercoledì nella sede regionale di Confindustria. Il nuovo strumento attivato per l'intero organico crea enorme preoccupazione tra i lavoratori del polo metallurgico di Santo Chiodo, consapevoli dei tempi particolarmente lunghi che caratterizzano il pagamento della prima tranche di assegni Inps. Generalmente, infatti, il versamento avviene dopo cinque, a volte sei mesi, per poi regolarizzarsi con cadenza mensile. In questo senso, in città torna a salire l'allarme sociale intorno all'elevato numero di famiglie alle prese ormai da molto tempo con mille difficoltà quotidiane, c'è chi fatica a pagare le bollette, ma anche chi stenta ad acquistare generi alimentari di prima necessità o a pagare l'affitto. Le tute blu un paio di settimane fa hanno riscosso la cassa ordinaria di agosto, ma in questa fase la speranza dei 250 operai è quella di assistere a inizio anno a un cambio di passo. Ims, infatti, ha incassato la richiesta di campionature di cinque nuovi pezzi che in questi giorni sono al vaglio degli ingegneri dell'azienda impegnati nella progettazione. Una ventata di ottimismo a cui seguirà a stretto giro, secondo quanto filtra dagli stabilimenti della ghisa Santo Chiodo, un nuovo viaggio commerciale in Germania per ripianificare i volumi produttivi con il cliente numero uno, la Lahyer. A gennaio dovrebbe, quindi, tornare al lavoro l'area a caldo con fusioni che si protrarrebbero per una quarantina di giorni e nell'ambito dei quali verrebbero sfornati anche i nuovi pezzi, considerati da molti una partita tanto strategica quanto determinante per il futuro di Ims. Più complessa, a questo punto, la vertenza di Isotta Fraschini legata mani e piedi a Fiat, che nelle ultime settimane ha sensibilmente ridotto gli ordinative delle testate prodotte a Spoleto. Per risollevare l'alluminio i commissari avevano chiamato dalla Svizzera un super consulente commerciale che per motivi sembrerebbe strettamente personali è stato costretto a rinunciare all'incarico. La caccia all'esperto chiamato a reperire nuovi commesse e quindi a dar vigore a volumi produttivi di Isotta Fraschini, attualmente pressoché azzerati, è aperta.