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Ast, le istituzioni locali: "Azienda non assuma atti unilaterali"

Eleonora Sarri
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Un invito a tutte le parti affinché, dopo che la trattativa si è conclusa senza giungere a un accordo, “si tenga comunque aperto il dialogo”. E' quanto rivolgono la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, il presidente della Provincia di Terni Feliciano Polli e il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo. “Regione Umbria, Provincia di Terni e Comune di Terni, prendendo atto del mancato raggiungimento dell'intesa sulla bozza di accordo per la vertenza Ast di Terni predisposta dal Governo – affermano - ringraziano l'esecutivo per la paziente opera di mediazione svolta al fine di raggiungere un accordo che responsabilmente tenesse insieme la prospettiva industriale del sito siderurgico ternano e la tenuta dei livelli occupazionali, alla luce di istanze emerse nel corso di queste lunghe settimane di confronto”. Regione Umbria, Provincia e Comune di Terni “esprimono altresì l'auspicio che i contenuti della bozza di accordo elaborata dal Governo possa comunque rappresentare la base consolidata per poter continuare il percorso intrapreso”. Regione e istituzioni locali rivolgono “un invito pressante a tutte le parti, e soprattutto all'azienda affinché in questa delicatissima fase del confronto si tenga comunque aperto il dialogo e non assuma atti unilaterali che rischierebbero di pregiudicare gli sforzi fin qui compiuti, oltre che ‘alzare' inutilmente la tensione sociale”. Preoccupazione è stata espressa anche dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi (LEGGI LE PAROLE DEL PREMIER). Ma c'è anche chi punta il dito contro l'operato delle istituzioni. Il consigliere regionale Alfredo De Sio (Fratelli d'Italia) commenta “l'esito negativo dell'incontro svoltosi al ministero dello Sviluppo economico con Thyssen Krupp” definendolo “un naufragio frutto dell'arroganza della multinazionale e dell'incapacità del governo”. Per De Sio “è necessario che le istituzioni locali non siano timide e non balbettino di fronte all'inconsistenza di un Esecutivo che mai come in questo momento è distante dai lavoratori e dall'interesse nazionale”.