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Landini (Fiom): "Pronti a occupare le fabbriche, no ai tagli di salario"

Maurizio Landini

Eleonora Sarri
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"Siamo pronti ad occupare le fabbriche, anche perché quello che ci stanno chiedendo adesso è di abbassare i salari e di accettare i licenziamenti, quindi, visto che le vertenze si stanno facendo al ministero del Lavoro (e mi riferisco a Termini, alla Thyssen) che non venga in mente al Governo di accettare le proposte, di fare lui le mediazioni dove si abbassa il salario, perché una logica di questo tipo non è accettabile. E siccome molte multinazionali ci stanno ponendo questo problema, è chiaro che noi per difendere il lavoro con i diritti, non escludiamo assolutamente nulla. E, se necessario, anche forme di occupazione delle fabbriche che servono a difendere il lavoro". Lo ha dichiarato Maurizio Landini, leader di Fiom, intervenendo nella mattina di mercoledì 8 ottobre ad Agorà, Rai Tre. "Le riforme strutturali di questo Paese - ha aggiunto - non sono necessarie a rendere più facili i licenziamenti, bensì a far partire gli investimenti, andare a prendere i soldi dove sono, combattere l'evasione ed estendere i diritti anche a quelli che non ce l'hanno. Se Renzi pensa di fare il figo con gli 80 euro e che noi siamo il sindacato co.....ne che firma la riduzione del salario si sbaglia di grosso", ha concluso.