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Ast all'ultimo round, il Governo si gioca le sue carte

Eleonora Sarri
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Il ministro Federica Guidi dovrebbe ufficializzare la sua proposta di mediazione per la vertenza Ast: sconti sulle tariffe elettriche, infrastrutture, ammortizzatori sociali, si parla anche di una proroga della legge sull'amianto. Il tavolo di trattativa riaprirà alle 15, al Mise. E' questo il senso della sospensione, alle 19 di martedì 7 ottobre, della trattativa al ministero dello Sviluppo economico. Il segretario della Camera del lavoro Cgil Attilio Romanelli parla di passi indietro dalla sua pagina Facebook: “L'azienda compie passi indietro, il sindacato ripropone la propria proposta”. Poi rispondendo alle domande di alcuni amici: “L'azienda pone problemi su esuberi e integrativo”. E a una domanda specifica sulla sorte del secondo forno fusorio, Romanelli risponde lapidario: “Rimangono tutte le nostre contrarietà ad un piano industriale che prevede la cancellazione di una delle aziende storiche italiane”. Frasi che confermano le anticipazioni uscite nel corso del pomeriggio dal palazzo di via Molise: restano confermati i 290 esuberi, con i connessi incentivi per chi lascia volontariamente il lavoro, un contenimento dei contratti integrativi, lo spegnimento del secondo forno fusorio se non ci sarà ripresa della domanda di acciaio. Ma le parti sociali sono pronte a tutto per difendere la fabbrica. Che il governo sembri intenzionato a non mollare Ast lo dimostrano le dichiarazioni del presidente del consiglio Renzi a margine dell'altra trattativa con i sindacati, quella sulla riforma del mercato del lavoro con dentro l'articolo 18 (LEGGI LE DICHIARAZIONI DEL PREMIER). Pessimista sull'esito della trattativa la Fiom: “L'incontro su Ast è andato male – dice il segretario nazionale Fiom, Rosario Rappa - abbiamo fatto dei passi indietro, stando così le cose non sono ottimista perché il governo ha solo registrato le posizioni e non ha messo in campo le misure per sbloccare la situazione come i contratti di solidarietà o il taglio del costo dell'energia”. Il segretario nazionale della Fim Cisl, Marco Bentivogli, punta proprio sul governo perché giochi le sue carte: “Il sindacato continua a ritenere indispensabile che da questa vicenda si esca con un accordo, ma che esso non debba derivare esclusivamente da costi sociali insostenibili. Riteniamo che su queste basi il ministro Federica Guidi possa e debba costruire una proposta per una positiva conclusione della vertenza”.