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Indagine Confindustria: la ripresa c'è ma nessuno se ne è accorto

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Eleonora Sarri
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Se la ripresa c'è non si vede. E' questa in sintesi l'istantanea che viene fuori dalla produzione industriale in Umbria secondo i dati che emergono dalla indagine congiunturale di Confindustria Umbria riferita al II trimestre del 2014. VOTA il sondaggio Come temuto i risultati della rilevazione svolta tra un campione qualificato delle imprese aderenti a Confindustria Umbria, infatti, non confermano l'avvio di un solido percorso di crescita. Tuttavia l'Umbria sembra discostarsi in positivo, sia pure di poco, dal trend nazionale. Infatti le risposte raccolte parlano di un trimestre leggermente migliore del precedente. Rispetto al primo trimestre del 2014 i mesi di aprile-giugno hanno fatto registrare: un aumento della incidenza delle imprese che segnalano espansione di produzione (dal 31,6% del precedente trimestre all'attuale 38,7%); un aumento (dal precedente 7,9% all'attuale 11,8%), in particolare, della quota di imprese che riconoscono incrementi di una certa ampiezza; una riduzione della quota di imprese che lamentano riduzione di produzione, qualunque sia l'entità (erano il 35,5% e sono scese al 30,1%); una riduzione, in particolare della quota di imprese con riduzione molto accentuata (oltre il - 5%) o moderatamente accentuata (tra il - 5% e il - 2,5%); un aumento di quasi un punto percentuale e mezzo (dal precedente 10,5% all'11,8% in questo secondo trimestre) della quota di imprese con moderata flessione produttiva. Sotto il profilo territoriale questo andamento è piuttosto omogeneo. Ciò significa che le distribuzioni tra le varie classi di risultato delle imprese perugine e di quelle ternane sono abbastanza simili. “Tuttavia - osserva il presidente di Confindustria Umbria Ernesto Cesaretti - i dati indicano che la situazione di crisi è tutt'altro che superata e non sembrano delineare la prospettiva certa di una vera, consistente ripresa nel breve termine". Dal canto loro Cgil, Cisl e Uil hanno deciso un pacchetto di iniziative per rilanciare la “vertenza Umbria”; iniziative, tra cui il coinvolgimento dei tre segretari nazionali, che confluiranno nello sciopero generale. Sul fronte dei consumi c'è infine da segnalare uno studio della Fida-Confcommercio che fa vedere come una famiglia di quattro persone possa risparmiare fino a 2.500 euro l'anno sulla spesa.