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Crisi, per Confindustria è una ripresa in briciole

Eleonora Sarri
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Una ripresa in briciole. E' questo, in sintesi, il parere di Confindustria Umbria per spiegare il rapporto dell'indagine congiunturale relativa al I trimestre 2014 realizzata tra le imprese industriali umbre. "La persistenza delle attuali condizioni di bassi consumi, produzione contenuta e sacrifici richiesti a tutti i lavoratori potrebbe innescare un vero e proprio circolo vizioso della depressione: caduta dei consumi, poi dei posti di lavoro e poi dei redditi dai cui ulteriori cadute dei consumi e così via dicendo. Il timore vale anche per l'Umbria dove, accanto ad una leggera ripresa delle assunzioni da parte di alcune tra le imprese più solide e dinamiche, si scontano le debolezze di parte consistente del tessuto produttivo, sia in quanto collegato a processi decisionali di grandi imprese multinazionali sia in quanto condizionato da troppe minute dimensioni. Così i livelli occupazionali flettono, il potere d'acquisto delle famiglie non recupera, alcune realtà produttive scompaiono". Anche tra le imprese umbre qualcosa si muove, specialmente tra quelle aziende che hanno saputo guardare ai mercati internazionali o riposizionarsi su quelli interni. Il dato è validato dal bilancio occupazionale che si è chiuso con un numero di occupati incrementato dell'1 % tra la fine di dicembre 2013 e la fine di marzo di quest'anno. Nello stesso tempo e nelle stesse imprese anche i volumi di produzione hanno recuperato un poco persino rispetto allo stesso ultimo trimestre del 2013. Da Confindustria spiegano le differenze tra i risultati del primo trimestre 2014 e quelli dell'ultimo trimestre del 2013: "Un evidente incremento dei livelli produttivi così che la quota di imprese che segnalano espansione di attività è sensibilmente cresciuta; un leggero decremento della quota di imprese che confermano la stabilità dei risultati già raggiunti; una discreta contrazione della quota di imprese che lamentano arretramenti e riduzione dei livelli di attività produttiva sia rispetto al precedente trimestre sia rispetto al corrispondente trimestre dello scorso anno. Nel complesso il numero delle imprese in difficoltà corrispondeva al 38,2% su base congiunturale e sono ora il 35,7% ma, ed è dato importante, con una netta flessione dell'incidenza delle imprese denuncianti flessioni molto accentuate". Se fino all'indagine dello scorso trimestre erano le imprese del settore alimentare a caratterizzarsi per risultati migliori di quelli conseguiti dalle imprese meccaniche, la situazione appare ora rovesciata: sono queste ultime, infatti, ad esprimere un profilo di ripresa abbastanza sostenuto  La situazione, tuttavia, appare comunque migliore rispetto a quella di un anno fa. Per più di un terzo delle imprese (36,4%) i livelli di produzione sono più alti che nel primo trimestre del 2013 e la metà (18,2%) segnala che l'incremento viene ritenuto notevole (oltre il 5%). Resta tuttavia ancora piuttosto alta la quota di imprese che a distanza di un anno percepisce difficoltà nel mantenere i livelli di produzione (45,5%). “Ci troviamo ancora una volta – sottolinea il presidente di Confindustria Umbria Ernesto Cesaretti - a presentare dati che, purtroppo, dicono che anche nella nostra regione la ripresa della produzione industriale stenta a prendere consistenza. Si nota, è vero, qualche segnale positivo, rappresentato dall'aumento del numero di imprese che registrano un recupero della loro attività produttiva rispetto ai livelli del precedente trimestre, ma, in generale, è ancora tanta la distanza che rimane rispetto ai livelli produttivi ed occupazionali precedenti alla crisi. E' evidente che le nostre imprese risentono ancora della debolezza della domanda e delle persistenti restrizioni creditizie".