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Umbria Mobilità, sì al salvataggio: c'è l'ok dell'antitrust

Passa la cessione del ramo d'azienda al 70% a Busitalia: trasferimento a Um esercizio per oltre mille lavoratori

Ale. Ant.
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I sindacati hanno firmato. Dopo l'accordo siglato i vertici aziendali si sono recati dal notaio per trasferire i 1.148 lavoratori di Umbria mobilità in Um esercizio. Società che sarà ceduta come ramo d'azienda al 70% delle quote a Busitalia, controllata di Trenitalia. E' il passaggio finale e decisivo del salvataggio dell'azienda unica regionale dei trasporti. E' anche arrivata l'autorizzazione dell'antitrust: nessuna concentrazione anomala, il passaggio si può fare. Entro luglio molto probabilmente i soci pubblici del territorio venderanno anche il restante 30% delle azioni. Il trasferimento non è complessivo: “Viene escluso il personale che si occupa della rete ferroviaria e un congruo numero da adibire a esigenze legali e tecniche”. Si tratta di 47 più 13 unità che restano nella casa madre, Um spa. Ma non è tutto rosa e fiori. Nelle premesse le parti esprimono “preoccupazione per l'incertezza dell'assetto economico e finanziario del tpl già penalizzato per mancanza di risorse e le ulteriori restrizioni annunciate dal governo”. Non è possibile fare previsioni, i processi sono condizionati dal piano trasporti, il piano bacino e le gare che verranno espletate entro il 2014. Per quanto riguarda le clausole salvaguardia, l'accordo prevede che le “condizioni normative, contrattuali e salariali precedenti il passaggio, ivi compresa contrattazione aziendale” verranno mantenute. Servizio completo nel Corriere dell'Umbria del 28 febbraio