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Diminuiscono del 40%i contratti stipulatirispetto ad un anno fa

Analisi dell'Unioncamere sull'andamento del lavoro nel primo trimestre 2014 e confrontata ai dati dello stesso periodo del 2013

Claudio Bianconi
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Niente di buono all'orizzonte sul fronte del lavoro. Le stime degli esperti non promettono bene e già nel primo trimestre di quest'anno la domanda di lavoro in provincia di Perugia mostra un peggioramento dal punto di vista tendenziale, ossia rispetto allo stesso trimestre del 2013. I contratti attivati in complesso nel primo trimestre dell'anno, infatti, dovrebbero essere circa 1.710, il 40% in meno rispetto ai quasi 3.000 dello stesso trimestre dell'anno precedente, indicando che, quantomeno dal punto di vista dell'occupazione, non siamo ancora alla fine del tunnel. Così come accade a livello nazionale, risultano in diminuzione sia le assunzioni di lavoratori dipendenti effettuate dalle imprese (-40%) sia i contratti atipici (-42%). In questo trimestre il 67% dei contratti attivati nella provincia riguarderà assunzioni dirette di lavoratori dipendenti (1.150 unità) e il 33% (560 unità) sarà relativo a contratti atipici. Il quadro viene fuori dall'indagine Excelsior di Unioncamere che ha preso in considerazione il Perugino. Nella media del trimestre settembre-novembre 2013, l'eccedenza di manodopera nelle imprese della provincia di Perugia può essere stimata attorno a 4.400 occupati equivalenti a tempo pieno,di cui oltre 3.600 nell'industria e poco meno di 800 nei servizi. Rispetto a un anno prima (settembre- novembre 2012) l'eccedenza risulta in diminuzione sia nell'industria (-26%) che nei servizi (-49%). In relazione allo stock di dipendenti presenti nelle aziende, questi valori indicano un “tasso di eccedenza” del 5,7% nell'industria e dell'1,1% nei servizi, per una media del 3,3% (superiore al 3,1% che si registra nella media regionale). Proseguendo la tendenza negativa che ha caratterizzato il 2013, nei primi mesi del 2014 è prevista una ulteriore riduzione dell'occupazione. Il "saldo" occupazionale atteso nella provincia di Perugia è infatti pari a quasi -440 unità, sintesi tra 1.720 “entrate” di lavoratori, sia subordinati sia autonomi,e oltre 2.150 “uscite” (dovute a scadenza di contratti, pensionamento o altri motivi). La componente più penalizzata è quella del lavoro dipendente, per la quale si prevedono, nell'arco del trimestre, 1.150 assunzioni e 1.980 uscite, vale a dire circa 830 posizioni di lavoro in meno.  Assunzioni lavoratori dipendenti Questi contratti rappresentano il 67% della domanda di lavoro espressa dalle imprese che operano nella provincia. Come visto in precedenza, le assunzioni che le imprese della provincia di Perugia hanno programmato nel primo trimestre 2014 sono pari a 1.150 unità, il 40% in meno rispetto alle 1.910 di un anno prima. Anche in questo trimestre la maggior parte delle assunzioni sarà a tempo determinato: 660 unità in termini assoluti, vale a dire il 57% del totale provinciale. Queste saranno finalizzate soprattutto a "testare" i candidati prima di una possibile assunzione stabile, raggiungendo in questo caso le 240 unità (il 21% del totale provinciale). A queste si aggiungeranno poi 160 assunzioni per far fronte a picchi di attività e altrettante per realizzare attività stagionali (14%), mentre circa 110 saranno destinate a sostituire lavoratori temporaneamente assenti (9%). Le assunzioni "stabili" (a tempo indeterminato o con un contratto di apprendistato) saranno a loro volta pari a 450 unità, vale a dire il 39% del totale. In particolare, i contratti di apprendistato potranno interessare oltre il 40% dei giovani di cui si prevede l'assunzione. Settori che assumono Il 63% delle 1.150 assunzioni programmate a Perugia nel 1˚ trimestre del 2014 si concentrerà nei servizi, circa 7 punti in meno rispetto al trimestre precedente. Aumenta quindi il peso dell'industria (costruzioni comprese), che raggiungerà il 37% del totale.Tra i servizi, dopo il complesso degli "altri servizi" (210 unità, il19% del totale provinciale), prevalgono le attività collegate al commercio, con 160 assunzioni (il 14%). Seguono le attività dei servizi alle persone, con 140 assunzioni (12%), quelle del turismo-ristorazione (120 unità, l'11%) e quelle dei servizi avanzati alle imprese (90 unità, 7%). Nell'industria, i comparti che concentreranno una parte significativa delle assunzioni sono quelli della metalmeccanica ed elettronica e del tessile-abbigliamento (50 e 90 unità, 4 e 8% del totale provinciale).