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Affitto e bollette succhiano il 61 del reddito: allarme dell'Uniat

"In Umbria e in Italia le bollette più care e i redditi più bassi, inferiori del 25% rispetto a media europea"

Andrea Niccolini
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Quanto pesano i costi di casa, in particolare affitti e bollette, agli italiani? Molto, moltissimo. Assorbono mediamente il 61,4% del reddito di una singola persona, il 7,6% in più della media europea. La causa è il basso reddito, inferiore del 25% rispetto alla media europea, nonostante i costi di affitto siano più bassi di 100 euro mensili e nonostante quest'anno i prezzi di un contratto di locazione in Italia siano calati in media del 4,5%. E se alcuni capoluoghi fanno segnare un vero e proprio tracollo, con riduzioni a doppia proprio a Perugia (-14,2%) così come a Trieste (-11,8%), per le città metropolitane i cali sono decisamente inferiori con il mercato che sembra andare verso la stabilizzazione: a Roma -0,5%, a Napoli -1,4%, a Milano -2,3%. Pur tuttavia, afferma Angelo Garofalo Presidente Uniat Umbria (Unione nazionale inquilini ambiente territorio), “la casa rappresenta una spesa enorme, quasi ingestibile per le famiglie perugine (media solo affitto a Perugia 385 euro) e italiane, a differenza di quanto accade nel resto d'Europa mediamente i costi di affitto e bollette assorbono il 61,4% del reddito disponibile netto mensile, quasi l'8% in più della media europea. Per quanto concerne i costi di affitto, in Italia si spendono al mese circa 100 euro in meno rispetto alla media europea, ovunque tranne che in Spagna i costi sono più alti. Ma la differenza è che ogni mese la rata d'affitto sottrae oltre la metà dello stipendio di un singolo lavoratore, mentre ad esempio in Germania l'impatto non supera il 38%". "Se gli affitti sono bassi le bollette sono invece molto più care, in Italia si spendono in media quasi 160 euro al mese contro i 145 euro della media europea. In Germania, Spagna, Francia e Svezia i costi sono molto più contenuti. Nel nostro Paese luce, acqua, gas e rifiuti impattano per oltre il 10% sul reddito mensile, in Svezia solo il 4%. Ma il vero problema è la bassa disponibilità reddituale, lo stipendio netto medio è inferiore di un quarto alla media europea, in Germania si guadagna il 36,4% in più, in Svezia oltre il 50% in più.  Anche le spese per l'acquisto di una casa sono impegnative, il prezzo medio al mq di un appartamento in periferia è superiore dell'8% rispetto alla media europea. Inoltre in Paesi come Francia, Inghilterra e Olanda il 17-18% delle abitazioni sono in housing sociale, con costi contenuti per sostenere il diritto di alloggio a famiglie e cittadini meno abbienti. In Italia invece questa soluzione è prevista solo nel 5% dei casi". Conclude il presidente Uniat Umbria: "Ci sono valide ragioni economiche e sociali affinché venga calmierato il mercato delle case in affitto. Occorre garantire un'alternativa credibile per le famiglie meno abbienti, che non hanno casa né possono pensare di comprarla, soprattutto nelle grandi città".