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“Manovra” della Meloni con Calenda: il Pd impazzisce (e si ingelosisce pure Forza Italia)

Francesco Storace
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Manovra” sulla manovra. Giorgia Meloni ha fatto letteralmente impazzire il Pd con quella mossa di ricevere Carlo Calenda a nome del Terzo polo a Palazzo Chigi. Oggetto del colloquio le proposte sulla legge di bilancio da parte dell’opposizione costruttiva ed è esploso il finimondo. Dal Nazareno sono venuti giù urla, ululati, parolacce all’indirizzo dei centristi. Ma come, siamo l’opposizione e parlate con quella? Il tono, suppergiù, era questo.
E qualche colpo di tosse si è sentito pure dalle parti di Forza Italia, dove si sono ingelositi alla vista della concorrenza Calendiana. Non è che Giorgia ci vuole già sostituire con il Terzo Polo?

 

 


Insomma, un po’ di frastuono che quando c’è la politica vera fa sempre bene. Anzitutto perché non è in atto alcun sommovimento nella maggioranza, che resta quella votata dal popolo italiano il 25 di settembre. E poi perché dovrebbe essere normale il dialogo. Calenda e Renzi hanno scritto le loro proposte sulla manovra alla Meloni e a Enrico Letta. La Meloni ha risposto con un “parliamone”, il segretario del Pd ha cestinato il messaggio.
Poi, certo, il giallo diventa tale quando Calenda fa il furbo e rilascia dichiarazioni di fuoco: “Se invece di sabotare Meloni i partiti di governo, leggi Forza Italia, contribuissero a fare la manovra e l’opposizione presentasse provvedimenti migliorativi, forse sarebbe un Paese normale”. Ma mica è lui che deve dare pagelle.

 


Però diverte l’angoscia del Pd, che accusa i centristi di aver preso voti nel nome di Mario Draghi ma trasformandosi nella stampella della Meloni. Il che lascia intuire una navigazione più tranquilla per il governo, visto che l’opposizione è ad un livello di insopportabilità reciproca tra i vari leader. Per gli italiani, invece, se si riuscisse varare norme utili al Paese sarebbe tutto di guadagnato. Ma a Letta (e a Conte) interessa solo fare baccano rincorrendo la Cgil di Landini.