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L'ostruzionismo dell'opposizione persino sui nomi dei ministeri…

Francesco Storace
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Che spettacolo, l’opposizione che fa ostruzionismo sui nomi dei ministeri. E diventa una farsa quando indossa i panni dei Cinque stelle, che con Giuseppe Conte portò in Parlamento decreti legge modificando le denominazioni dei dicasteri senza che ci fossero urla eccessive da chi diceva no.
In prima commissione alla Camera, la messinscena ha visto protagonista l’onorevole Alfonso Colucci, che a nome dei pentastellati ha tirato fuori un’enorme serie di castronerie davanti agli occhi stupiti della sottosegretaria ai rapporti col Parlamento, Matilde Siracusano.

 

 


Colucci è arrivato a sostenere che non ci fosse “necessità e urgenza” nel provvedimento varato dal governo Meloni, come se ai decreti legge sul tema specifico non avesse fatto ricorso qualunque esecutivo.
Un governo parte secondo il programma che si è dato. E c’è il diritto a disegnare una missione per ciascun ministero ed è evidente che lo si deve fare sin dall’inizio.
Ma sembra uno scandalo parlare di Made in Italy per le imprese, di Merito per l’istruzione di sovranità alimentare per l’agricoltura e altro ancora. L’esponente dei Cinque stelle ha parlato e straparlato senza convincere nessuno, anzi annoiando molto i suoi colleghi parlamentari che attendevano pazientemente il loro turno per intervenire. 
Ne accenniamo perché sin dall’inizio sembra che la maggioranza parlamentare debba trovarsi di fronte ad un’opposizione a casaccio che individua un provvedimento, mette insieme un po’ di parole su un foglio bianco, le legge e ci spreca il tempo parlamentare. Sui nomi dei ministeri, come se fosse questo il problema dell’Italia.

 

 


Quello che è un atto di indirizzo politico e amministrativo del governo, diventa incredibilmente un momento di conflitto politico. Per fortuna non tutta la minoranza è orientata lungo questa strada, al punto che la deputata del Pd Simona Bonafè ha avuto gioco facile nell’ironizzare: “Rassicuro il presidente della commissione. La mia lunga esperienza al Parlamento europeo le eviterà di richiamarmi per la lunghezza dell’intervento”. Si prendono in giro da soli.